Beh, sarebbe stato solo con te.
Il cambiamento non è mai doloroso. Solo la resistenza al cambiamento lo è. Siddharta Gautama Buddha
sabato 2 aprile 2016
Un sabato qualunque
La dura lotta del sabato pomeriggio tra quaderni e verifiche da correggere e la mia aggressivissima bici lilla finisce sulla ciclabile, ovviamente!
Pedala e pedala, chi ti trovo a passeggiare?
Ebbene sì, due colleghe, una dell'infanzia ed una della primaria, due spremutone di neuroni senza pari.
Ricordando le più banali regole della buona creanza, mi fermo a chiacchierare.
Dopo la carrellata di argomenti di routine, il caldo, il tempo, l'aria, l'acqua, si passa a parlare di scuola. La mia capacità di sopportare il loro berciare si esaurisce in un nanosecondo.
In un estremo tentativo di liquidarle, io: "Sarebbe stato un peccato restare a casa con una giornata così, ma ora scappo, perchè ho un pacco di verifiche e un pacco di quaderni da correggere, così mi libero per domani che dovrò programmare."
Una delle due geniali: "Eh, beata te che non hai figli e puoi startene in giro!".
No, ma ho appena detto che vado a casa a lavorare...e poi voi cosa state facendo, di grazia?
L'altra, per la cronaca due figli quasi trentenni: "Eh ma noi alla primaria...eh sì...abbiamo molto da fare a casa, io piuttosto correggo di notte, ma il week end mi rifiuto di lavorare!".
Io: "No, io la sera non riesco a lavorare, sono troppo stanca e non rendo...devo per forza usare i week end se voglio restare in pari, soprattutto quando in settimana ho riunioni o corsi d'aggiornamento",
"Eh beh sì, si vede che non hai altro da fare! D'altronde non hai figli!"
"È vero, però ho una vita! Buona passeggiata!"
Ora, io mi chiedo...ma è possibile permettersi di essere così gretti nei confronti degli altri?
Non sanno chi sono, cosa faccio o da dove vengo, però si permettono di spiegarmi il perchè.
Pratico yoga due sere alla settimana? Eh certo, non hai nient'altro da fare.
Mi iscrivo ai corsi di aggiornamento? Eh certo, non hai famiglia.
Mi piace pensare che nell'avere famiglia abbiano trovato un alibi per giustificare il loro fannullismo e
la loro incapacità, piuttosto che pensare di essere io sbagliata, anche perchè conosco fior di insegnanti che hanno figli e famiglia, ma sono attivissime nel lavoro.
Qui mi trovo davanti a gente che non apre un libro di pedagogia da quando la Montessori era ancora in vita. Se racconto quanto programmo e quanto studio, vengo guardata come un ufo...eh ma tanto non ho figli...
Vedo un numero enorme di colleghe che vive copiando anno dopo anno quaderni di colleghe o di annate precedenti, senza ritegno, e io ancora mi sconvolgo di veder girare quaderni del '91-'92.
A nessuno importa nulla di didattica, a quanto pare, ma questo sarebbe un, lunghissimo, capitolo a parte. L'importante è fare il meno possibile e dare la colpa all'aria, all'acqua e ai figli per la propria ignoranza.
Altro che aggiornamento: conosco una che con il bonus di 500 euro è corsa a comprarsi il computer "piccolino, così mi sta in cucina e posso scaricare le ricette del bimby"...giuro...
Vado a correggere.
Pedala e pedala, chi ti trovo a passeggiare?
Ebbene sì, due colleghe, una dell'infanzia ed una della primaria, due spremutone di neuroni senza pari.
Ricordando le più banali regole della buona creanza, mi fermo a chiacchierare.
Dopo la carrellata di argomenti di routine, il caldo, il tempo, l'aria, l'acqua, si passa a parlare di scuola. La mia capacità di sopportare il loro berciare si esaurisce in un nanosecondo.
In un estremo tentativo di liquidarle, io: "Sarebbe stato un peccato restare a casa con una giornata così, ma ora scappo, perchè ho un pacco di verifiche e un pacco di quaderni da correggere, così mi libero per domani che dovrò programmare."
Una delle due geniali: "Eh, beata te che non hai figli e puoi startene in giro!".
No, ma ho appena detto che vado a casa a lavorare...e poi voi cosa state facendo, di grazia?
L'altra, per la cronaca due figli quasi trentenni: "Eh ma noi alla primaria...eh sì...abbiamo molto da fare a casa, io piuttosto correggo di notte, ma il week end mi rifiuto di lavorare!".
Io: "No, io la sera non riesco a lavorare, sono troppo stanca e non rendo...devo per forza usare i week end se voglio restare in pari, soprattutto quando in settimana ho riunioni o corsi d'aggiornamento",
"Eh beh sì, si vede che non hai altro da fare! D'altronde non hai figli!"
"È vero, però ho una vita! Buona passeggiata!"
Ora, io mi chiedo...ma è possibile permettersi di essere così gretti nei confronti degli altri?
Non sanno chi sono, cosa faccio o da dove vengo, però si permettono di spiegarmi il perchè.
Pratico yoga due sere alla settimana? Eh certo, non hai nient'altro da fare.
Mi iscrivo ai corsi di aggiornamento? Eh certo, non hai famiglia.
Mi piace pensare che nell'avere famiglia abbiano trovato un alibi per giustificare il loro fannullismo e
la loro incapacità, piuttosto che pensare di essere io sbagliata, anche perchè conosco fior di insegnanti che hanno figli e famiglia, ma sono attivissime nel lavoro.
Qui mi trovo davanti a gente che non apre un libro di pedagogia da quando la Montessori era ancora in vita. Se racconto quanto programmo e quanto studio, vengo guardata come un ufo...eh ma tanto non ho figli...
Vedo un numero enorme di colleghe che vive copiando anno dopo anno quaderni di colleghe o di annate precedenti, senza ritegno, e io ancora mi sconvolgo di veder girare quaderni del '91-'92.
A nessuno importa nulla di didattica, a quanto pare, ma questo sarebbe un, lunghissimo, capitolo a parte. L'importante è fare il meno possibile e dare la colpa all'aria, all'acqua e ai figli per la propria ignoranza.
Altro che aggiornamento: conosco una che con il bonus di 500 euro è corsa a comprarsi il computer "piccolino, così mi sta in cucina e posso scaricare le ricette del bimby"...giuro...
Vado a correggere.
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