sabato 24 dicembre 2016

Egoismi

Ho sempre augurato tanto bene a tutti, ma questa volta vorrei tenerne un po' anche per me, visto che mi pare evidente che di tutto il bene augurato non è mai tornato indietro nulla.
Buon Natale
Buona vita
Buon tutto

lunedì 19 dicembre 2016

Invece

Perfezione.

Preview

Questa è la sera in cui la creatura verrà a compimento.
Dopo mesi a ragionare e ad aspettare che gli altri si mettessero di traverso, cosa che, come da manuale, stanno facendo tutti quanti in religioso turno.
In realtà il messaggio è molto semplice: per una volta, non saranno i bambini a fare lo spettacolo di Natale, ma saranno gli adulti ad offrire loro qualcosa. Gli adulti, infatti, genitori, insegnanti o nonni, leggeranno per i bambini, regalando loro la possibilità di godere dell'ascolto e recuperando una dimensione che non è così scontata per tutti.
Cosa c'è di strano?
Sono fermamente e amaramente convinta che non a tutti i bambini siano mai state raccontate storie o abbiano avuto la possibilità di ascoltare un adulto leggere e l'amarezza sale ancor di più se penso che ciò non sia accaduto neppure in ambito scolastico.
E allora, che diamine, siamo maestre, riappropriamoci di ciò che ci appartiene, cioè il fare cultura, diffondiamo le buone pratiche anche solo con l'esempio di una sera!
Fosse facile...ma modificare la logica anni Sessanta della recitadidascalicamandataamemoriaconlacantilena, soprattutto fra coloro che dovrebbero lavorare con me, risulta un'impresa titanica.
Non voglio mettere le mani avanti, ma ho tanta tanta paura che si trasformi tutto nella solita carnevalata....

venerdì 9 dicembre 2016

E poi tu ci sei

Quando mi hai mandato l'immagine di quella scultura, ho sentito un tuffo al cuore.
Non ho avuto il coraggio di dirti che in realtà ce l'ho nel telefono da parecchio tempo: l'avevo salvata per te.
Quando l'ho vista la prima volta, ho pensato a te.
Quando ne ho trovato il significato, ho pensato ancora di più a te.
È rimasta lì, però, nel mio telefono, come tante cose pensate per te: al solito, ho lasciato che qualche altro demone decidesse al posto mio.
Il fatto che tu ora mi abbia pensata così come io ho pensato a te mi spiazza e mi riempie il cuore...
Prima o poi ti dirò anche questo.

mercoledì 30 novembre 2016

Splendore

Lo yoga costruisce più di quanto noi riusciamo a distruggere.
Questa è pura meraviglia.

mercoledì 16 novembre 2016

La dinamite arriva sempre nei pacchi piccoli

Una giornata da lupi....Lupi ululanti, direi, almeno quando sono arrivati.
Quando sono andati via, belavano all'unisono come agnellini.
Pare, si dice, si racconta, si narra che abbiano preso una gran tramvata.
Porelli.....Quanto mi dispiace...

Assalti frontali

E oggi che giorno sarà?

martedì 15 novembre 2016

Magari....

Stamattina mi sono svegliata con questa nella testa...
Da dove sia arrivata non è dato di sapere...
Entra, però, di diritto nella playlist di cose che io non riesco a dire.

mercoledì 2 novembre 2016

Non dormire

Ho imparato che non basta volere forte le cose perché accadano.
Ho imparato che mascherare la paura di essere rifiutata con la paura di disturbare è una stronzata pazzesca.
Ora vorrei solo imparare a riavvolgere nastri...
...o ad agire senza bisogno di qualcuno che mi tenda una mano...
Sulla mia pelle c'è scritto "love will tear us apart": non avrei mai voluto che fosse vero.
Non con te.

martedì 25 ottobre 2016

Io

Sei tutti i ti amo che non ho detto.
Sei tutta la vita che non ho vissuto.
Sei tutta la vita che voglio.
Sei tu.

lunedì 24 ottobre 2016

Al mercato del pesce

Anche i più calano la maschera e le verità vengono a galla, i nodi giungono al pettine e di notte tutti i gatti sono bigi.
Insomma c'è stato da divertirsi.
La settimana prossima sarà la settimana della mentecatta: sono aperte le iscrizioni.

giovedì 20 ottobre 2016

Ma cosa hai fatto?!?!

Che fatica percepirsi...
Io ci ho messo del mio: dovevo fare qualcosa per me stessa e ho creato il cambiamento grande, veramente molto grande a quanto pare, anche se ancora non ne sono così convinta.
Avrei bisogno degli occhi di qualcuno a cui credo e di cui mi fido, perchè da sola vedersi è veramente dura.
Il cambiamento fisico deve diventare anche mentale, ed è paradossalmente la fatica più grande il superare la distorsione della realtà, o la troppa abitudine a vedere un certo tipo di realtà, per cominciare a capire quella nuova.
Però, poi, mi chiedo cosa autorizzi tutti, e ti giuro tutti, estranei o semplici conoscenti, gente con cui al massimo ho condiviso un saluto per strada o a volte neanche quello, a fermarmi, chiedermi, sommergermi di domande o, peggio ancora, pareri e spiegazioni (loro a me!) non richiesti.
Con tutto il rispetto e per il fatto che ancora riesco a sorridere ed a rispondere in modo gentile a tutti, per ora resisto, ma non so quanto potrò andare avanti.
Non si rendono conto di quanto sia difficile starli ad ascoltare, di quanto ti mettano a disagio e di quanto fastidio ti provochino. Non sanno quanto dolore aggiungono al dolore.
Cosa accidente ne sanno del perché l'ho fatto, di chi sono e di cosa mi passa per la testa? Cosa ne sanno della fatica a vedersi, ad accettarsi, che assurdamente appartiene all'adesso, ma non così tanto al prima?
Cosa accidente importa loro di me? Da quando?
Nessuno si ferma davanti a nulla.
E io, che già sono a terra di mio, devo lottare per non sprofondare.
Così, fanculo, ogni tanto qualche regalo me lo faccio anch'io....
Shopping is cheaper that a psychiatrist.
Il prossimo che mi rifila lo spiegone paga per tutti.

lunedì 17 ottobre 2016

Ma io sono un contrattempo?

Eh....niente....
Come ci si toglie la sensazione di essere stati buttati via?
Di nuovo....

mercoledì 18 maggio 2016

Guadagnati le scuse

Ho scoperto che, se tu aspetti un pacco da un corriere, non è detto che tu lo riceva all'indirizzo che hai richiesto. Può tranquillamente accadere che nell'esito della consegna tu veda scritto un nome sconosciuto e, se telefoni al servizio clienti del corriere, ti senta rispondere che il pacco è stato consegnato ad una signora che dice di conoscerti, ma il cui nome per te è un mistero.
Ma che vuoi che sia? Prenditi il numero di cellulare della signora, così la chiami e ti metti d'accordo su dove andare a ritirare il tuo pacco! Se ti rifiuti con decisione, sostenendo che l'autista che ha fatto il danno è tenuto a ripararlo, cominci già a passare un po' dalla parte del torto.
A quel punto, soprattutto dopo che la signora che ha ritirato al posto tuo ti racconta di aver incontrato il corriere a sette chilometri da casa tua e di aver ceduto alla sua insistenza di prendere anche altri pacchi di persone conosciute, tu apri una bella pratica di reclamo.
È lì che comincia il bello: ricordati che sì, l'autista ha sbagliato, per carità, ma che il vero errore grave è stato della signora che ha accettato il pacco. Così il front-desk della filiale di zona della ditta di spedizioni ti assicura di averla contattata per diffidarla dall'accettare pacchi di altre persone.
Nel frattempo ti chiama tuo fratello per dirti che anche un suo pacco è stato consegnato ad un nome mai sentito e che ha dovuto passare il pomeriggio a rincorrere questo signore da un posto all'altro, ma che vuoi che sia?!
Tu cominci ad arrabbiarti ed a sentirti un filino presa in giro e allora, dopo tre telefonate e due e-mail in cui hai sentito e letto un sacco di idiozie, ma non hai ricevuto neppure l'ombra di una parola di scusa, scrivi per l'ennesima volta quello che è ovvio: l'autista ha, come sua abitudine, pare, tentato il solito colpaccio e non devono permettersi di recriminare alcunchè alla signora che ha ricevuto il pacco. La ditta di spedizioni ha sbagliato ed è vergognoso ciò che sta accadendo. Non sia mai! Adesso quella che ha completamente torto sei tu e ti permetti ancora di parlare e la simpaticona del servizio clienti, invece di scusarsi, ti aggredisce verbalmente!
Questo accadeva la settimana scorsa: ho concluso informando la ditta da cui aspettavo il pacco di quanto accaduto e il referente, gentilissimo, ha fatto a sua volta reclamo.
Temo che dire al servizio clienti che in futuro mi guarderò bene dall'ordinare da siti che usino loro come ditta di spedizioni non basti, ma mi conosco e così sarà.
E comunque nessuno si è veramente scusato.

sabato 2 aprile 2016

...

Ma la vera verità è che io....
Beh, sarebbe stato solo con te.

Un sabato qualunque

La dura lotta del sabato pomeriggio tra quaderni e verifiche da correggere e la mia aggressivissima bici lilla finisce sulla ciclabile, ovviamente!
Pedala e pedala, chi ti trovo a passeggiare?
Ebbene sì, due colleghe, una dell'infanzia ed una della primaria, due spremutone di neuroni senza pari.
Ricordando le più banali regole della buona creanza, mi fermo a chiacchierare.
Dopo la carrellata di argomenti di routine, il caldo, il tempo, l'aria, l'acqua, si passa a parlare di scuola. La mia capacità di sopportare il loro berciare si esaurisce in un nanosecondo.
In un estremo tentativo di liquidarle, io: "Sarebbe stato un peccato restare a casa con una giornata così, ma ora scappo, perchè ho un pacco di verifiche e un pacco di quaderni da correggere, così mi libero per domani che dovrò programmare."
Una delle due geniali: "Eh, beata te che non hai figli e puoi startene in giro!".
No, ma ho appena detto che vado a casa a lavorare...e poi voi cosa state facendo, di grazia?
L'altra, per la cronaca due figli quasi trentenni: "Eh ma noi alla primaria...eh sì...abbiamo molto da fare a casa, io piuttosto correggo di notte, ma il week end mi rifiuto di lavorare!".
Io: "No, io la sera non riesco a lavorare, sono troppo stanca e non rendo...devo per forza usare i week end se voglio restare in pari, soprattutto quando in settimana ho riunioni o corsi d'aggiornamento",
"Eh beh sì, si vede che non hai altro da fare! D'altronde non hai figli!"
"È vero, però ho una vita! Buona passeggiata!"
Ora, io mi chiedo...ma è possibile permettersi di essere così gretti nei confronti degli altri?
Non sanno chi sono, cosa faccio o da dove vengo, però si permettono di spiegarmi il perchè.
Pratico yoga due sere alla settimana? Eh certo, non hai nient'altro da fare.
Mi iscrivo ai corsi di aggiornamento? Eh certo, non hai famiglia.
Mi piace pensare che nell'avere famiglia abbiano trovato un alibi per giustificare il loro fannullismo e
la loro incapacità, piuttosto che pensare di essere io sbagliata, anche perchè conosco fior di insegnanti che hanno figli e famiglia, ma sono attivissime nel lavoro.
Qui mi trovo davanti a gente che non apre un libro di pedagogia da quando la Montessori era ancora in vita. Se racconto quanto programmo e quanto studio, vengo guardata come un ufo...eh ma tanto non ho figli...
Vedo un numero enorme di colleghe che vive copiando anno dopo anno quaderni di colleghe o di annate precedenti, senza ritegno, e io ancora mi sconvolgo di veder girare quaderni del '91-'92.
A nessuno importa nulla di didattica, a quanto pare, ma questo sarebbe un, lunghissimo, capitolo a parte. L'importante è fare il meno possibile e dare la colpa all'aria, all'acqua e ai figli per la propria ignoranza.
Altro che aggiornamento: conosco una che con il bonus di 500 euro è corsa a comprarsi il computer "piccolino, così mi sta in cucina e posso scaricare le ricette del bimby"...giuro...
Vado a correggere.



giovedì 31 marzo 2016

mercoledì 30 marzo 2016

Tanto rumore per nulla

Interno giorno.
Classe Terza.
Testo collaborativo a piccoli gruppi.
Un manipolo di facinorosi, invece di attendere al compito che è stato assegnato, chiacchiera indefessamente ormai da parecchio.
Io osservo, zen, per un po' da lontano.
Ad un certo punto smetto di autocompiacermi e di sdilinquirmi per la capacità di interagire dei pargoli, decido di riportare ordine ed operosità, visto che la discussione non accenna a terminare, e plano su di loro in modalità ira funesta.
"Voi cinque scioperati laggiù!!! Si può sapere quale sia l'argomento di tanto contendere?" (Ok...più o meno...).
Al che si gira una bimba dagli occhioni blu che mi annienta con un sorrisone: "No è che la mia mamma e il mio papà non sono sposati....Non si decidono a sposarsi!".
E io: "Mi stai dicendo che è mezz'ora che disquisite di matrimonio?"
"Sì! Io e mia sorella siamo nate anche se la mia mamma e il mio papà non si decidono a sposarsi."
Parte un mormorio di solidarietà, che si interrompe quando da un altro gruppo si leva la voce del piccolo uomo di mondo: "E cosa vuol dire? Anche mia zia e mio zio non sono sposati e hanno un figlio. Basta che due vanno d'accordo fra di loro e i bambini nascono lo stesso! Mio cugino sta benissimo!".
Si leva, quindi, un coro di approvazione generale.
A mettere tutti al loro posto arriva il piccolo gigolò, che chiosa:"Ma sì!!! Chissenefrega di sposarsi!!!!!!".
Andate voi a Palazzo Madama a spiegare che sarebbe bastato chiedere a diciassette mostri di otto anni?!?!?!

martedì 29 marzo 2016

Dove sei?


"Ti prego chiamami tesoro adesso
mentre piove e l’aria è fredda
e ogni goccia d’acqua che mi sta bagnando
mi parla un po’ di te
sono giorni che cammino senza meta
portandoti per mano
se anche torneremo uguali a prima non importa
se dovrò mandarmi in cenere
per ritornare a vivere."
Orfani ora
Vinicio Capossela



lunedì 28 marzo 2016

Feroci distanze

Quando ti svegli mentre stai sognando un abbraccio, che non hai, cosa puoi fare?

sabato 19 marzo 2016

Del festeggiare

Per l'articolo completo, qui:
http://www.ilgiorno.it/milano/festa-papa-asilo-1.1975163

La notizia è che in una Scuola dell'Infanzia comunale di Milano la festa del papà "è stata sostituita con una programmazione didattica dedicata alle diverse etnie".
L'articolo si limita a quattro fole in croce sulla vicenda, mentre si dilunga, invece, nel riportare gli accorati appelli di svariate teste pensanti, le quali riversano sulle colleghe indignazione e fiele, agganciando l'onda degli anti-ddl Cirinnà, mostrando con tutta evidenza di non sapere nulla di scuola e di parlare perchè l'aria da qualche parte deve pur uscire, e non vi è palesemente alcuna differenza di risultato fra emissioni dei vari orifizi. La ciliegina sulla torta, poi, la mette il fenomeno che scrive nei commenti di non voler mandare la figlia a scuola in tale occasione.
A nessuno è venuto il sospetto che la festa del papà, così come quella della mamma, possa venir  "abolita", se proprio vogliamo usare questo termine, anche solo perchè un bambino ha perso o non ha mai conosciuto il genitore.
Capita ovunque, ogni anno, in ogni scuola del regno, dell'infanzia o primaria che sia.
Noi insegnanti abbiamo il compito di spiegare ai bambini il perchè si preferisca bypassare queste feste, che potrebbero evocare pensieri dolorosi in qualcuno di loro, incoraggiandoli a festeggiare a casa: conosco perfettamente l'ombra negli sguardi, quando sentono forte dentro di loro il dolore pur non avendolo vissuto in prima persona.
La questione viene compresa dai compagni di classe e nessuno, dico nessuno, immagina anche soltanto di protestare, anzi, si crea un clima di sostegno e di solidarietà meraviglioso: è il momento della magia, in cui la classe si compatta e diventa una potenza.
Poi mi imbatto in questa spazzatura e posso solo dire, ancora una volta, che provo schifo per tutte queste strumentalizzazioni, identiche a molte altre alle quali assistiamo ormai quotidianamente. Per un istante ho pensato di leggere l'articolo ai miei alunni, ma ho preferito evitare di farli sentire insultati dalle parole di questi genî.
Forse delle menti tanto ottuse non riescono a concepire il rispetto del lutto e della sensibilità dei bambini, cosa che, invece, tra bambini avviene senza problemi. Se la smettessero di usare la scuola per gratificare il loro bisogno narcisistico di pontificare a mezzo stampa farebbero un gran favore.