Ieri ho fatto una cosa.
Ho guardato fotografie che risalgono solo ad un anno fa e mi sembrava che non fossero mie.
È stato terribile: ho provato una profonda tristezza ed una profonda vergogna.
Ho anche pensato che io ti ho inviato e, di fatto, ti ho imposto quelle fotografie.
Spero che tu le abbia cancellate, anche se non mi entusiasma quello che significherebbe, ma ora, se già non l'hai fatto, ti prego, cancellale!
In questi ultimi mesi ho fatto davvero tanta fatica a percepirmi, ma ho la consapevolezza che si trattasse di qualcosa di più profondo del riconoscersi allo specchio: accettare la me stessa fisica non poteva avvenire finché non avessi compreso anche la dimensione più profonda.
Ieri ho capito che il percorso di accettazione è compiuto: adesso mi vedo per come sono ora e quello che vedo mi piace, mi riconosco.
Penso anche che quella persona, quella delle fotografie, sia fisicamente sia psicologicamente, non ero io. Sono rimasta immobile, come congelata, per due anni, forse perchè credevo che la paralisi mi avrebbe preservata da tutto quello che più temevo.
Ho voluto io il cambiamento, lo so, l'ho fatto da sola, quando sono stata pronta, non ne hai saputo praticamente nulla, ma tu c'eri, sono sicura, perché io ti ho portato con me.
Ho dovuto decidere tante volte se smettere o continuare a sentirti, e solo io so quanto dolore mi sia tenuta dentro. Ora so che ho fatto bene a restare, che mi ha fatto bene, perché non sarebbe stato intelligente rinunciare all'unica persona che ho mai amato in vita mia: non si sarebbe neppure innescato il cambiamento. Sarei rimasta semplicemente lì dov'ero, senza bisogno di pensarmi e ripensarmi, senza mai mettermi in discussione. Ed è proprio questo l'effetto che mi fai tu ogni volta.
Se questa volta non sono fuggita, nonostante tutto, un motivo c'è, ed è molto forte e radicato: si trattava solo di riconoscerlo e di chiamarlo con il suo vero nome.
In realtà, sono consapevole anche dei rischi e dei risvolti profondi dell'aver continuato a volerti senza riuscire ad agire. Non sono stata capace di affrontare la mia paura più grande, quella di perderti, e, forse, ti ho perso davvero.
Io non sono più quella persona.
L'unica cosa che ho in comune con la tizia delle fotografie è quello che provo per te.
Anzi, forse nemmeno quello, perché c'è qualcosa di diverso anche nel mio modo di amarti.
Non piango più.
...nel bel mezzo dell'odio ho scoperto in me un invincibile amore.
Nel bel mezzo delle lacrime ho scoperto in me un invincibile sorriso.
Nel bel mezzo del caos ho scoperto in me un'invincibile tranquillità.
Ho compreso, infine, che nel mezzo dell'inverno vi era in me un'invincibile estate.
E ciò mi rende felice.
Albert Camus
Il cambiamento non è mai doloroso. Solo la resistenza al cambiamento lo è. Siddharta Gautama Buddha
lunedì 2 gennaio 2017
domenica 1 gennaio 2017
Nuova
Buon giorno 1
Di un mese 1
Di un anno 1
Che svanisca la paura che ogni errore, ogni esitazione, ogni immobilità inneschi processi irreversibili.
Che svanisca la paura che nasconde mille altre paure e una più grande di tutte.
Di un mese 1
Di un anno 1
Che svanisca la paura che ogni errore, ogni esitazione, ogni immobilità inneschi processi irreversibili.
Che svanisca la paura che nasconde mille altre paure e una più grande di tutte.
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