Che fatica percepirsi...
Io ci ho messo del mio: dovevo fare qualcosa per me stessa e ho creato il cambiamento grande, veramente molto grande a quanto pare, anche se ancora non ne sono così convinta.
Avrei bisogno degli occhi di qualcuno a cui credo e di cui mi fido, perchè da sola vedersi è veramente dura.
Il cambiamento fisico deve diventare anche mentale, ed è paradossalmente la fatica più grande il superare la distorsione della realtà, o la troppa abitudine a vedere un certo tipo di realtà, per cominciare a capire quella nuova.
Però, poi, mi chiedo cosa autorizzi tutti, e ti giuro tutti, estranei o semplici conoscenti, gente con cui al massimo ho condiviso un saluto per strada o a volte neanche quello, a fermarmi, chiedermi, sommergermi di domande o, peggio ancora, pareri e spiegazioni (loro a me!) non richiesti.
Con tutto il rispetto e per il fatto che ancora riesco a sorridere ed a rispondere in modo gentile a tutti, per ora resisto, ma non so quanto potrò andare avanti.
Non si rendono conto di quanto sia difficile starli ad ascoltare, di quanto ti mettano a disagio e di quanto fastidio ti provochino. Non sanno quanto dolore aggiungono al dolore.
Cosa accidente ne sanno del perché l'ho fatto, di chi sono e di cosa mi passa per la testa? Cosa ne sanno della fatica a vedersi, ad accettarsi, che assurdamente appartiene all'adesso, ma non così tanto al prima?
Cosa accidente importa loro di me? Da quando?
Nessuno si ferma davanti a nulla.
E io, che già sono a terra di mio, devo lottare per non sprofondare.
Così, fanculo, ogni tanto qualche regalo me lo faccio anch'io....
Shopping is cheaper that a psychiatrist.
Il prossimo che mi rifila lo spiegone paga per tutti.
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