lunedì 31 agosto 2015

Cannonball

Nonostante il mio orticello di paranoie reclami a gran voce di essere messo a maggese, io penso ancora che abbiamo qualcosa da dire, noi due.
Intertesto, che voi uomini non lo cogliete neppure se vi viene lanciato addosso avvolto attorno ad un mattone: non lasciarmi andare via.
E giuro che, prima o poi, te lo dico.

Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere noi in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.

Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l'un l'altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l'ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio perché insieme è gioia...

Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.
Pablo Neruda


A-E-I-O-U YPSYLON A-E-I-O-U YPSYLON A-E-I-O-U YPSYLON

Domani è un giorno nuovo.
Un anno è passato dall'ultimo Collegio Docenti...
Il 29 giugno 2015, per noi, appartiene inesorabilmente all'anno scorso, giacché viviamo nella costante sfasatura che ci fa misurare tutto in anni scolastici e non ci fa comprendere dai non addetti ai lavori. Così, dopo due mesi di limbo, dolce e ovattato, il primo settembre diventa lo spartiacque che ci catapulta di nuovo nella dura realtà.
Incontriamo colleghi a cui auguriamo “Buon Anno!”.
E tutti(e) parlano contemporaneamente... E le voci...i cori angelici, deformazione professionale, raggiungono livelli tali da abbattere il muro del suono.
Non so se sono pronta a rientrare nel pollaio...due mesi di silenzio-spiaggia-libri-sciabordare dell'acqua sono pochini...
Eh già, domani per noi è Capodanno.
Auguri, davvero, a tutti.

domenica 30 agosto 2015

Wish you were here

L'altra notte, è entrata in casa una vespa assassina. 
Non trovando l'uscita, svolazzava inferocita e minacciosa.
Ha cercato più volte di assalirmi, mentre tentavo un approccio mediatorio per convincerla ad andarsene.
Fallita la negoziazione, ho combattuto strenuamente armata di aspirapolvere.
Dopo un lungo inseguimento, la vigliacca è stata stanata e catturata.
Avresti dovuto vedere gli occhietti malefici con i quali mi guardava dal bicchiere dell'aspirapolvere.
Ho vinto io.
È stata dura, però.

sabato 29 agosto 2015

Faraway so close

Se continuate a lanciare la porta invece di accompagnarla, giuro che ve le taglio quelle manine.
Giuro!

Sissignore!
Tutti i vicini pensano
che noi siamo
strani.
E noi pensiamo
lo stesso di loro.
E facciamo
tutti
centro.
Charles Bukowski

venerdì 28 agosto 2015

C'è una ferita in fondo al cuore grande come non l'hai vista mai

Che voglia di parlare con te...
Di tutto e di niente...
Del peso specifico delle nuvole...
Del colore dell'acqua...
Del rumore dei miei pensieri...
Di quante volte penso “Devo dirlo a...” e so che non posso.
Mi viene da urlare per quanto male fa.

Io sono con te
in ogni maledetto istante che
ci vuole dividere
e non ci riesce.
Alda Merini

giovedì 27 agosto 2015

Lettori compulsivi anonimi

“Ciao, sono Believeorexplode e sono una lettrice compulsiva.”
“Ciao, Believeorexplode!”

Confesso.
Non riesco ad iniziare un libro se non ho pronto il successivo.
Se la mia scorta scende sotto i tre comincia a mancarmi l'aria.
Non posso leggere di sera, prima di dormire, perché leggere mi sveglia e solo io so quante albe ho visto “solo un'altra pagina e poi smetto”.
Se entro in una casa, il mio metro di giudizio è la libreria.
Ho perso immediatamente interesse verso un uomo che sul comodino teneva una collezione di “Autosprint” (e in casa nient'altro). Perchè a me? Perchè?
Passo l'autunno e l'inverno ad accumulare i romanzi che leggerò durante l'estate.
In autunno e in inverno, la lettura vira prevalentemente verso la didattica e la documentazione professionale, ma se mi capita tra le mani un buon libro è finita...
Tratto i blog come letteratura, e qualcuno lo è veramente!
Giuro che proverò a disintossicarmi, ma adesso devo ricaricare l'e-reader, che è al 61% della carica e non si sa mai....

Early morning when I wake up I look like Kiss but without the make up

Fra pochissimo rivedrò il mio caravanserraglio di casi umani, grandi e piccoli.
E io sarò sempre io, ammaccata e acciaccata, ma sarò sempre io.
Per adesso, però, faccio un po' il caso umano...

And you know and you know
Cos my life's a mess
And I'm trying to grow so before
I'm old I'll confess
You think that I'm strong you're wrong
You're wrong
Robbie Williams - Strong

mercoledì 26 agosto 2015

Di lasciar andare

Ehi tu!
Sì tu!
Tu che a trentanove anni suonati vivi ancora con mamma e papà.
Tu che, sì, lavori in un ufficio, hai delle scadenze piuttosto noiose, ma quando esci di lì non hai più niente da fare: niente week-end passati a correggere e programmare, niente lavoro a casa, niente vicende umane di alunni e famiglie sempre presenti.
Tu che mamma lava-stira-cucina, ma tutto e sempre, eh, e tu non devi pensare a nulla.
Tu che il massimo dello sforzo è, a volte, la spesa per il tuo fidanzato nel weekend.
Tu che ti scocci se ci sono esigenze diverse dalle tue e che bisogno c'è di andare al supermercato ogni sabato? (scusa, ma durante la settimana spesa, pulizie, correzioni e programmazioni non mi ci stanno tanto).
Tu che i tuoi problemi in ufficio, con la collega, sono solo colpa sua.
Tu che i tuoi capi devono organizzare i team building a cadenza regolare per aiutarti e tu li denigri come sciocchezze senza senso, ché se le cose non vanno è solo colpa loro.
Tu che cercano di insegnarti strategie per ottimizzare il tuo tempo lavorativo, ma tu te ne freghi: sono tutte sciocchezze senza senso e se tu non riesci a gestire gli impegni è solo colpa del lavoro orribile che fai.
Tu che hai usato casa mia come un parcheggio-rifugio-riempitempo senza preoccuparti che io avessi da lavorare, che qui nel week-end si fanno la spesa, le pulizie, si corregge e si programma, o volessi semplicemente esistere.
Tu che ti sei piazzata sempre a casa mia dalle 19:00 alle 22:00 di innumerevoli sabato e domenica, ché non avevi voglia di andare a prendere l'aperitivo con il tuo fidanzato e amici, salvo scappare via non appena lui ti faceva uno squillo per uscire a cena.
Tu che usciamo? Sì, forse, no, se fidanzato vuole, no non vuole, sì vuole, sei già pronta? Adesso non vuole più, allora ciao.
Tu che no, a cena fra donne il giorno del tuo compleanno, proprio no, perché magari fidanzato vuole fare qualcosa con me proprio quella sera, andiamo un'altra sera, quando sono sicura che lui non ha programmi.
Tu che hai usato casa mia come base per cene, feste, capodanni, con gli amici del tuo fidanzato: è stato bello essere ricambiata, sempre.
Tu che riversi lamentele e negatività a getto continuo, salvo avere un'immagine smagliante, riuscendo a farti considerare buona, carina, fantastica da tutti (se rinasco, rinasco abile a non passare sempre dalla parte del torto e, soprattutto, falsa).
Tu che mi hai fatto trascorrere l'unica settimana di mare del 2014 in balia della crisi sentimentale con il tuo fidanzato, che non chiamava e non mandava sms (evito di parlare delle vacanze precedenti).
Tu che la crisi con il tuo fidanzato è solo colpa sua, ovviamente.
Tu che, durante suddetta crisi sentimentale, il mondo si è dovuto fermare e accorrere al tuo capezzale, non importa se ci sono spesa, pulizie, correzioni o programmazioni da fare, ma, chissenefrega, le serate in settimana sono fatte per lagnanze interminabili via whatsapp e il week-end è fatto anche di notti, no?
Tu che meno male che cugino e compagna tornano a vivere nel mio palazzo, così la sera vado da loro, se no mi annoio (e da quel momento, chi t'ha vista, eh?).
Tu che, mentre mi preparo per la lezione settimanale di pilates, mi mandi un simpatico sms per informarmi che stai malissimo e che speri di non svenire o avere un attacco di panico quando saremo lì (no, io non anelo alla lezione come all'ora d'aria un carcerato, soprattutto questa settimana, bel carico da 90, e soprattutto perché, per assecondare te che non puoi e non lasciarti sola, ho rinunciato all'unica cosa che ho veramente amato - lo yoga- grazie).
Tu che, l'unico sabato che decido di prendermi tutto per me, mi chiami in soccorso alle 11:00 del mattino e mi tieni impegnata fino alle 16:00, poi alle 19:00 mi richiami perché non c'è nessuno a casa tua e non vuoi restare da sola e quindi stai arrivando. Vieni a cena? Ma no non ceno, ché ho fatto merenda tardi. Allora vieni dopo cena? No, sono pronta, sono già uscita. E ti arrabbi per il mio malcelato disappunto (ma che diritto ho io, dopo aver avuto una settimana oscena, di voler fare il primo pasto caldo in sette giorni?).
Tu che, dopo tale serata, cattiva che sono, sparisci e non ti fai più vedere, salvo un sms a Natale (auguri anche a te. No, non va affatto bene, ma che importa. Ah sì, è vero, non ho nemmeno idea di quello che stai passando tu.).
Tu che ti fai sentire nuovamente per l'ultimo dell'anno e chiedi che faccio e io, che sono un genio, mi libero e ti invito da me, che sei in crisi e non posso lasciarti da sola, salvo essere avvisata alle 20:00, che no, non è cosa e hai deciso di restare a casa con i tuoi (grazie, non sognavo altro che aspettare la mezzanotte da sola).
Tu che non ti fai praticamente più sentire per tutto l'inverno, ma, eh, la crisi con il fidanzato poi è stata superata, quindi non c'è più bisogno.
Tu che richiami, perché è giunta l'estate e non vuoi andare in spiaggia sola nei week-end.
Tu che piove nei week-end e non ti fai sentire per più di due settimane.
Tu che mandi un simpatico sms per annunciare che sei, finalmente, in ferie e io sono una brutta persona, perché avrei potuto almeno farmi sentire per chiederti come fossi messa e quando saresti andata in ferie, che non si capisce tutta questa indifferenza e che, ovviamente, il mio comportamento è inqualificabile.
Tu che tutto deve girare attorno a te, altrimenti non ha dignità di esistere.
Si può sapere, cara amica, cosa diamine vuoi ancora da me?

“Lascia andare le persone che condividono solo lamentele, problemi, storie disastrose, paura e giudizio sugli altri.
Se qualcuno cerca un cestino per buttare la sua immondizia, fa' sì che non sia la tua mente”
Tenzyn Gyatso
XIV Dalai Lama

martedì 25 agosto 2015

Rain inside rain outside

Almeno ha smesso di piovere.
Ieri sembrava l'estate scorsa, solo più triste, infinitamente più triste.
Rimane ancora una settimana di ferie.
Rimangono ancora parecchi libri a sollecitare nervi scoperti e tanta crema solare a farmi lacrimare gli occhi.
Confido nel sole.
Confido nel riempire il vuoto lasciato da ciò che non posso comprendere.
Come se non bastasse l'angoscia più importante, l'unica che in questo momento merita considerazione, ci si mette anche una persona molesta a darmi il tormento con le sue pretese.
Inutile sperare che consenta agli altri di farsi un po' gli affari propri: tutto deve ruotare intorno a lei, il resto nemmeno lo vede.
Non si può chiedere rispetto a chi non sa cosa sia.
Credo che meriti uno sfogo a parte: è ora che io lasci uscire anche questo.
Poi, lo so, starò un po' meglio.

Il passato il danno l'ha già prodotto, ora può solo diventare poesia.
Vinicio Capossela vs Vincenzo Costantino
In clandestinità

lunedì 24 agosto 2015

Cry me a river

Io non sono capace.
Non ci riesco.
Non posso.
Non voglio.
Non con te.
Non con te, che mi accusi di non averti riservato neppure una prima volta, quando in realtà la prima volta più importante è dedicata a te. Anzi, in realtà le prime volte sono due, ma questo lo so solo io.
Te l'ho anche scritto.
“Niente va come vorrei”
“Cosa vorresti?”
“Te”
Non lasciarmi andare via.

Love will tear us apart - Joy Division

.......

Di cose che non ci sono e devono esserci.
Di cose che sono dentro e vogliono uscire.
Di cose.

Il y a toujours quelque chose d'absent qui me tourmente.
Camille Claudel