mercoledì 26 agosto 2015

Di lasciar andare

Ehi tu!
Sì tu!
Tu che a trentanove anni suonati vivi ancora con mamma e papà.
Tu che, sì, lavori in un ufficio, hai delle scadenze piuttosto noiose, ma quando esci di lì non hai più niente da fare: niente week-end passati a correggere e programmare, niente lavoro a casa, niente vicende umane di alunni e famiglie sempre presenti.
Tu che mamma lava-stira-cucina, ma tutto e sempre, eh, e tu non devi pensare a nulla.
Tu che il massimo dello sforzo è, a volte, la spesa per il tuo fidanzato nel weekend.
Tu che ti scocci se ci sono esigenze diverse dalle tue e che bisogno c'è di andare al supermercato ogni sabato? (scusa, ma durante la settimana spesa, pulizie, correzioni e programmazioni non mi ci stanno tanto).
Tu che i tuoi problemi in ufficio, con la collega, sono solo colpa sua.
Tu che i tuoi capi devono organizzare i team building a cadenza regolare per aiutarti e tu li denigri come sciocchezze senza senso, ché se le cose non vanno è solo colpa loro.
Tu che cercano di insegnarti strategie per ottimizzare il tuo tempo lavorativo, ma tu te ne freghi: sono tutte sciocchezze senza senso e se tu non riesci a gestire gli impegni è solo colpa del lavoro orribile che fai.
Tu che hai usato casa mia come un parcheggio-rifugio-riempitempo senza preoccuparti che io avessi da lavorare, che qui nel week-end si fanno la spesa, le pulizie, si corregge e si programma, o volessi semplicemente esistere.
Tu che ti sei piazzata sempre a casa mia dalle 19:00 alle 22:00 di innumerevoli sabato e domenica, ché non avevi voglia di andare a prendere l'aperitivo con il tuo fidanzato e amici, salvo scappare via non appena lui ti faceva uno squillo per uscire a cena.
Tu che usciamo? Sì, forse, no, se fidanzato vuole, no non vuole, sì vuole, sei già pronta? Adesso non vuole più, allora ciao.
Tu che no, a cena fra donne il giorno del tuo compleanno, proprio no, perché magari fidanzato vuole fare qualcosa con me proprio quella sera, andiamo un'altra sera, quando sono sicura che lui non ha programmi.
Tu che hai usato casa mia come base per cene, feste, capodanni, con gli amici del tuo fidanzato: è stato bello essere ricambiata, sempre.
Tu che riversi lamentele e negatività a getto continuo, salvo avere un'immagine smagliante, riuscendo a farti considerare buona, carina, fantastica da tutti (se rinasco, rinasco abile a non passare sempre dalla parte del torto e, soprattutto, falsa).
Tu che mi hai fatto trascorrere l'unica settimana di mare del 2014 in balia della crisi sentimentale con il tuo fidanzato, che non chiamava e non mandava sms (evito di parlare delle vacanze precedenti).
Tu che la crisi con il tuo fidanzato è solo colpa sua, ovviamente.
Tu che, durante suddetta crisi sentimentale, il mondo si è dovuto fermare e accorrere al tuo capezzale, non importa se ci sono spesa, pulizie, correzioni o programmazioni da fare, ma, chissenefrega, le serate in settimana sono fatte per lagnanze interminabili via whatsapp e il week-end è fatto anche di notti, no?
Tu che meno male che cugino e compagna tornano a vivere nel mio palazzo, così la sera vado da loro, se no mi annoio (e da quel momento, chi t'ha vista, eh?).
Tu che, mentre mi preparo per la lezione settimanale di pilates, mi mandi un simpatico sms per informarmi che stai malissimo e che speri di non svenire o avere un attacco di panico quando saremo lì (no, io non anelo alla lezione come all'ora d'aria un carcerato, soprattutto questa settimana, bel carico da 90, e soprattutto perché, per assecondare te che non puoi e non lasciarti sola, ho rinunciato all'unica cosa che ho veramente amato - lo yoga- grazie).
Tu che, l'unico sabato che decido di prendermi tutto per me, mi chiami in soccorso alle 11:00 del mattino e mi tieni impegnata fino alle 16:00, poi alle 19:00 mi richiami perché non c'è nessuno a casa tua e non vuoi restare da sola e quindi stai arrivando. Vieni a cena? Ma no non ceno, ché ho fatto merenda tardi. Allora vieni dopo cena? No, sono pronta, sono già uscita. E ti arrabbi per il mio malcelato disappunto (ma che diritto ho io, dopo aver avuto una settimana oscena, di voler fare il primo pasto caldo in sette giorni?).
Tu che, dopo tale serata, cattiva che sono, sparisci e non ti fai più vedere, salvo un sms a Natale (auguri anche a te. No, non va affatto bene, ma che importa. Ah sì, è vero, non ho nemmeno idea di quello che stai passando tu.).
Tu che ti fai sentire nuovamente per l'ultimo dell'anno e chiedi che faccio e io, che sono un genio, mi libero e ti invito da me, che sei in crisi e non posso lasciarti da sola, salvo essere avvisata alle 20:00, che no, non è cosa e hai deciso di restare a casa con i tuoi (grazie, non sognavo altro che aspettare la mezzanotte da sola).
Tu che non ti fai praticamente più sentire per tutto l'inverno, ma, eh, la crisi con il fidanzato poi è stata superata, quindi non c'è più bisogno.
Tu che richiami, perché è giunta l'estate e non vuoi andare in spiaggia sola nei week-end.
Tu che piove nei week-end e non ti fai sentire per più di due settimane.
Tu che mandi un simpatico sms per annunciare che sei, finalmente, in ferie e io sono una brutta persona, perché avrei potuto almeno farmi sentire per chiederti come fossi messa e quando saresti andata in ferie, che non si capisce tutta questa indifferenza e che, ovviamente, il mio comportamento è inqualificabile.
Tu che tutto deve girare attorno a te, altrimenti non ha dignità di esistere.
Si può sapere, cara amica, cosa diamine vuoi ancora da me?

“Lascia andare le persone che condividono solo lamentele, problemi, storie disastrose, paura e giudizio sugli altri.
Se qualcuno cerca un cestino per buttare la sua immondizia, fa' sì che non sia la tua mente”
Tenzyn Gyatso
XIV Dalai Lama

Nessun commento:

Posta un commento