Ehi tu!
Sì tu!
Tu che a trentanove anni suonati vivi
ancora con mamma e papà.
Tu che, sì, lavori in un ufficio, hai
delle scadenze piuttosto noiose, ma quando esci di lì non hai più
niente da fare: niente week-end passati a correggere e programmare,
niente lavoro a casa, niente vicende umane di alunni e famiglie
sempre presenti.
Tu che mamma lava-stira-cucina, ma
tutto e sempre, eh, e tu non devi pensare a nulla.
Tu che il massimo dello sforzo è, a
volte, la spesa per il tuo fidanzato nel weekend.
Tu che ti scocci se ci sono esigenze
diverse dalle tue e che bisogno c'è di andare al supermercato ogni
sabato? (scusa, ma durante la settimana spesa, pulizie, correzioni e
programmazioni non mi ci stanno tanto).
Tu che i tuoi problemi in ufficio, con
la collega, sono solo colpa sua.
Tu che i tuoi capi devono organizzare i
team building a cadenza regolare per aiutarti e tu li denigri come
sciocchezze senza senso, ché se le cose non vanno è solo colpa
loro.
Tu che cercano di insegnarti strategie
per ottimizzare il tuo tempo lavorativo, ma tu te ne freghi: sono
tutte sciocchezze senza senso e se tu non riesci a gestire gli
impegni è solo colpa del lavoro orribile che fai.
Tu che hai usato casa mia come un
parcheggio-rifugio-riempitempo senza preoccuparti che io avessi da
lavorare, che qui nel week-end si fanno la spesa, le pulizie, si
corregge e si programma, o volessi semplicemente esistere.
Tu che ti sei piazzata sempre a casa
mia dalle 19:00 alle 22:00 di innumerevoli sabato e domenica, ché
non avevi voglia di andare a prendere l'aperitivo con il tuo
fidanzato e amici, salvo scappare via non appena lui ti faceva uno
squillo per uscire a cena.
Tu che usciamo? Sì, forse, no, se
fidanzato vuole, no non vuole, sì vuole, sei già pronta? Adesso non
vuole più, allora ciao.
Tu che no, a cena fra donne il giorno del tuo compleanno, proprio no, perché magari fidanzato vuole
fare qualcosa con me proprio quella sera, andiamo un'altra sera,
quando sono sicura che lui non ha programmi.
Tu che hai usato casa mia come base per
cene, feste, capodanni, con gli amici del tuo fidanzato: è stato
bello essere ricambiata, sempre.
Tu che riversi lamentele e negatività
a getto continuo, salvo avere un'immagine smagliante, riuscendo a
farti considerare buona, carina, fantastica da tutti (se rinasco,
rinasco abile a non passare sempre dalla parte del torto e,
soprattutto, falsa).
Tu che mi hai fatto trascorrere l'unica
settimana di mare del 2014 in balia della crisi sentimentale con il
tuo fidanzato, che non chiamava e non mandava sms (evito di parlare
delle vacanze precedenti).
Tu che la crisi con il tuo fidanzato è
solo colpa sua, ovviamente.
Tu che, durante suddetta crisi
sentimentale, il mondo si è dovuto fermare e accorrere al tuo
capezzale, non importa se ci sono spesa, pulizie, correzioni o
programmazioni da fare, ma, chissenefrega, le serate in settimana
sono fatte per lagnanze interminabili via whatsapp e il week-end è
fatto anche di notti, no?
Tu che meno male che cugino e compagna
tornano a vivere nel mio palazzo, così la sera vado da loro, se no
mi annoio (e da quel momento, chi t'ha vista, eh?).
Tu che, mentre mi preparo per la
lezione settimanale di pilates, mi mandi un simpatico sms per informarmi
che stai malissimo e che speri di non svenire o avere un attacco di
panico quando saremo lì (no, io non anelo alla lezione come all'ora
d'aria un carcerato, soprattutto questa settimana, bel carico da 90, e soprattutto perché, per assecondare te che non puoi e non lasciarti sola, ho rinunciato all'unica cosa che ho veramente amato - lo yoga-
grazie).
Tu che, l'unico sabato che decido di
prendermi tutto per me, mi chiami in soccorso alle 11:00 del mattino
e mi tieni impegnata fino alle 16:00, poi alle 19:00 mi richiami
perché non c'è nessuno a casa tua e non vuoi restare da sola e
quindi stai arrivando. Vieni a cena? Ma no non ceno, ché ho fatto
merenda tardi. Allora vieni dopo cena? No, sono pronta, sono già
uscita. E ti arrabbi per il mio malcelato disappunto (ma che diritto
ho io, dopo aver avuto una settimana oscena, di voler fare il primo
pasto caldo in sette giorni?).
Tu che, dopo tale serata, cattiva che
sono, sparisci e non ti fai più vedere, salvo un sms a Natale
(auguri anche a te. No, non va affatto bene, ma che importa. Ah sì,
è vero, non ho nemmeno idea di quello che stai passando tu.).
Tu che ti fai sentire nuovamente per
l'ultimo dell'anno e chiedi che faccio e io, che sono un genio, mi
libero e ti invito da me, che sei in crisi e non posso lasciarti da
sola, salvo essere avvisata alle 20:00, che no, non è cosa e hai
deciso di restare a casa con i tuoi (grazie, non sognavo altro che
aspettare la mezzanotte da sola).
Tu che non ti fai praticamente più
sentire per tutto l'inverno, ma, eh, la crisi con il fidanzato poi è
stata superata, quindi non c'è più bisogno.
Tu che richiami, perché è giunta
l'estate e non vuoi andare in spiaggia sola nei week-end.
Tu che piove nei week-end e non ti fai
sentire per più di due settimane.
Tu che mandi un simpatico sms per
annunciare che sei, finalmente, in ferie e io sono una brutta
persona, perché avrei potuto almeno farmi sentire per chiederti come
fossi messa e quando saresti andata in ferie, che non si capisce
tutta questa indifferenza e che, ovviamente, il mio comportamento è
inqualificabile.
Tu che tutto deve girare attorno a te,
altrimenti non ha dignità di esistere.
Si può sapere, cara amica, cosa
diamine vuoi ancora da me?
“Lascia andare le persone che
condividono solo lamentele, problemi, storie disastrose, paura e
giudizio sugli altri.
Se qualcuno cerca un cestino per
buttare la sua immondizia, fa' sì che non sia la tua mente”
Tenzyn Gyatso
XIV Dalai Lama
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