http://www.ilgiorno.it/milano/festa-papa-asilo-1.1975163
La notizia è che in una Scuola dell'Infanzia comunale di Milano la festa del papà "è stata sostituita con una programmazione didattica dedicata alle diverse etnie".
L'articolo si limita a quattro fole in croce sulla vicenda, mentre si dilunga, invece, nel riportare gli accorati appelli di svariate teste pensanti, le quali riversano sulle colleghe indignazione e fiele, agganciando l'onda degli anti-ddl Cirinnà, mostrando con tutta evidenza di non sapere nulla di scuola e di parlare perchè l'aria da qualche parte deve pur uscire, e non vi è palesemente alcuna differenza di risultato fra emissioni dei vari orifizi. La ciliegina sulla torta, poi, la mette il fenomeno che scrive nei commenti di non voler mandare la figlia a scuola in tale occasione.
A nessuno è venuto il sospetto che la festa del papà, così come quella della mamma, possa venir "abolita", se proprio vogliamo usare questo termine, anche solo perchè un bambino ha perso o non ha mai conosciuto il genitore.
Capita ovunque, ogni anno, in ogni scuola del regno, dell'infanzia o primaria che sia.
Noi insegnanti abbiamo il compito di spiegare ai bambini il perchè si preferisca bypassare queste feste, che potrebbero evocare pensieri dolorosi in qualcuno di loro, incoraggiandoli a festeggiare a casa: conosco perfettamente l'ombra negli sguardi, quando sentono forte dentro di loro il dolore pur non avendolo vissuto in prima persona.
La questione viene compresa dai compagni di classe e nessuno, dico nessuno, immagina anche soltanto di protestare, anzi, si crea un clima di sostegno e di solidarietà meraviglioso: è il momento della magia, in cui la classe si compatta e diventa una potenza.
Poi mi imbatto in questa spazzatura e posso solo dire, ancora una volta, che provo schifo per tutte queste strumentalizzazioni, identiche a molte altre alle quali assistiamo ormai quotidianamente. Per un istante ho pensato di leggere l'articolo ai miei alunni, ma ho preferito evitare di farli sentire insultati dalle parole di questi genî.
Forse delle menti tanto ottuse non riescono a concepire il rispetto del lutto e della sensibilità dei bambini, cosa che, invece, tra bambini avviene senza problemi. Se la smettessero di usare la scuola per gratificare il loro bisogno narcisistico di pontificare a mezzo stampa farebbero un gran favore.
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