domenica 8 novembre 2015

Truth

La verità è che forse ho passato un po' troppo la vita a scappare, sottraendomi a tutte le situazioni che avrebbero potuto rivelarsi fortemente sentimentali, poche se proprio vogliamo precisare, dicendo a me stessa che avrebbe dovuto essere così, perché sarebbero state solo soluzioni di comodo, biechi compromessi per evitare la solitudine, che non potevano certo essere quella cosa con la a , e ora, a ragion veduta, non posso darmi torto.
Me la canto e me la suono: avrei fatto meglio ad accettare qualcosa, ma, d'altro canto, penso che non lo fosse neppure per gli altri, altrimenti sarebbe stato forse più facile convincersene, anche perché credo che l'essere ricambiati, di per sé, sia un fortissimo incentivo ad amare.
Con te non riesco, non posso, non voglio andarmene.
Non c'è bisogno di chiedermi il perché.
So che non mi sono sbagliata trent'anni fa, anche se eravamo solo due bambini, so che non mi sono sbagliata vent'anni fa, anche se avere le pigne in testa a volte non aiuta, almeno, non me di certo.
Uno degli errori più grandi che io abbia mai fatto è stato lasciarti passare tutte le altre volte.
Sentirti, poi, dire “Io ci ho sempre creduto” ha avuto per me lo stesso effetto di una coltellata al cuore.
Io voglio crederci ora.
Io ci credo.
Adesso lo so.
So che non mi sbaglio: lo so ed ho la consapevolezza di chi, finalmente, ha il coraggio di dare un nome alle cose.
Tre occasioni nella vita non capitano per niente: a volte una è già tanto, ma tre...
Quest'ultima, poi, mi è piovuta addosso nel modo più assurdo immaginabile: non avrei potuto restare indifferente.
Sarei stupida oltre ogni limite, se non riconoscessi questa grazia.

Di tutto restano tre cose:
la certezza
che stiamo sempre iniziando,
la certezza
che abbiamo bisogno di continuare,
la certezza
che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare:
dell’interruzione,
un nuovo cammino,
della caduta,
un passo di danza,
della paura,
una scala,
del sogno,
un ponte,
del bisogno,
un incontro.

Fernando Pessoa

domenica 11 ottobre 2015

Pessimismo e fastidio

Una delle cose a cui tengo maggiormente come insegnante è accostare i bambini ai libri, proponendo progetti di animazione alla lettura, creando la biblioteca di classe, mostrando, con l'esempio concreto, quanto sia bello leggere: per una cresciuta in mezzo ai libri, non potrebbe essere altrimenti. 
Con orgoglio posso pensare alla mia edizione “storica” del Piccolo Principe, sparita quando mi era venuta l'idea di condividerla con la mia Quinta Perfetta: non è stata rubata, è solo passata nelle mani giuste.
Ebbene, nella mia attuale classe, che è mia dalla Prima, alla quale ho sottoposto il pacchetto completo, comprensivo di consegne di libri per me da parte del corriere direttamente a scuola, lasciando che i bambini possano vedere i libri che acquisto, che mi facciano domande e che li sfoglino, proprio in questa classe sta accadendo una cosa di cui mi vergogno profondamente.
Sono arrivati in Terza, i piccoli mostri, e sono stata costretta a creare un concorso a premi per chi legge più libri: al raggiungimento di determinate soglie, 5 – 10 – 15 – 20 libri letti e relazionati in classe, verranno consegnati loro degli attestati e dei piccoli premi.
Mi vergogno tantissimo di dover ricorrere a questi mezzucci, di ridurre la lettura ad una logica da supermercato, ma non sapevo veramente più cosa fare...
E pensare che a scuola sembra tutto a posto: adorano ascoltare storie, si lasciano incuriosire dai libri che vedono, si entusiasmano, chiedono a gran voce che si legga, si lasciano coinvolgere dall'animazione alla lettura, propongono di non lasciar leggere solo me, ma di farlo a turno anche loro...  Ma... a casa?
Su diciassette, ho la collaborazione di un'unica famiglia, che fa veramente cultura con i figli, mentre altre due o tre si beano dell'emerito nulla, ritenendo di potersi vantare di essere sommamente acculturate (e che culturona!!!), ma creano solo, magari, è un esempio, la bimba perfetta esecutrice, con l'ansia del mostrare tutto perfetto a casa, ma senza la benchè minima volontà/capacità di approfondire, chè ciò che importa è solo la superficie splendida splendente.
E il resto? Il resto è un florilegio di “Cheppalle, dai svegliati a fare i compiti!”, “Non ti tengo a casa anche se sei malato, altrimenti mi tocca stare qui a farti recuperare!, “Muoviti a leggere 'sto libro, così ce lo togliamo dai piedi!”, “Non posso farci niente, non vuole proprio leggere/fare i compiti/studiare, cosa devo fare?! Non posso stare lì a perdere tempo!”. Deprimente... Il libro della biblioteca viene visto come un compito in più, un'inutile aggiunta ai doveri quotidiani e così viene fatto vivere ai bambini.
Come si fa a promuovere la lettura in un quadro del genere? 
Io sono veramente convinta che i bambini imparino dall'esempio di chi li circonda, ma quando gli adulti di riferimento sono così volgarmente vuoti e superficiali, incapaci di trasmettere valori, mi cascano le braccia.
Vorrei dire in faccia a questi genitori quanto male stanno facendo ai loro figli, ai quali stanno garantendo delle vite fotocopia alle loro, vuote dal punto di vista culturale e valoriale, ma gonfie di boria e di vanagloria, costruite sul nulla della loro insipienza, sul nulla di pretese di valutazioni altissime, perchè "Ah, mio figlio è bravissimo!". E forse è vero, il figlio è bravissimo tenuto conto dell'ambiente osceno in cui sta crescendo, ma, invece, no, non è bravissimo, non può esserlo, non lo sarà mai, se continua così, e se adesso non sembra, visto dal di fuori, ci rivedremo fra tre o quattro anni, quando andranno in giro a dire che è colpa delle maestre della primaria, che è colpa mia.
Vorrei far capire loro che il sistematico boicottaggio di tutti i tentativi di tirar fuori i loro figli da questi deserti non mi farà arrendere, perchè continuerò a fare il mio lavoro nonostante loro.
Forse su diciassette (sedici: uno, per fortuna è già sulla giusta via) bambini, ne strapperò solo due o tre allo schifo, ma saranno pur sempre due o tre grandissime vittorie.
E quando un bimbo arriverà ancora a dirmi: “La mamma non mi ha voluto comprare Cipì, perchè dice che a casa non abbiamo posto per i libri..”, beh Cipì in quella casa entrerà, di nuovo, a forza...

martedì 15 settembre 2015

Vi sono tante aurore che devono ancora risplendere

I numeri primi sono bellissimi.
Si fanno notare, pulsano, risaltano prepotenti su una linea ordinata, vogliono il loro spazio nel mondo.
E oggi sono 41....

Ti sei stancata di portare il mio peso
ti sei stancata delle mie mani
dei miei occhi della mia ombra
le mie parole erano incendi
le mie parole eran pozzi profondi
verrà un giorno un giorno improvvisamente
sentirai dentro di te
le orme dei miei passi
che si allontanano
e quel peso sarà il più grave. 
Nazim Hikmet

sabato 12 settembre 2015

Quest'alito di angelo che mi lecca il cuore

Sai che giorno è oggi?
Io, sì: ho controllato.
Oggi è un anniversario cifra tonda.
Anche oggi è da urlare...


Tu attrai le anime simili alla tua: è la legge della vibrazione.
Paramhansa Yogananda

venerdì 11 settembre 2015

Noi in classe siamo diciotto. Sì: diciassette più te

Semina un pensiero e nascerà un'azione;
semina un'azione e nascerà un'abitudine;
semina un'abitudine e nascerà un carattere;
semina un carattere e nascerà un destino.
Anguttara Nikaya


Il mio amatissimo Caravanserraglio è la migliore cura palliativa che si possa avere.
D'altra parte, si può immaginare qualcosa di meglio che dei caciaroni di otto anni alquanto cazzari?

mercoledì 9 settembre 2015

Domani

Leggo di chi fa bilanci, mentre io desidero solo bilanciare questo vuoto con l'unico pieno che vorrei.
Posso solo fare il proposito di provare a dire di più.
Posso solo provare a non farlo restare un proposito.
Ho solo paura delle conseguenze.
Intanto, però, faccio veramente qualcosa per me.
Ricomincio a praticare Yoga, senza se e senza ma: non rinuncio più a ciò che amo e che mi dà tanto, per niente al mondo. Non fa parte dei buoni propositi, ma della consapevolezza di voler essere al centro delle mie azioni, una volta tanto. Mi riprendo me stessa, anche perché il mio bisogno di profondità mi mette davanti ad urgenze che non posso fingere di non vedere.

E comunque domani si va in scena...

And when the darkness 
come let it inside you
Your darkness is shining
My darkness is shining
Have faith in myself
Alexander Ebert - Truth

domenica 6 settembre 2015

I cuori non saranno mai una cosa pratica finchè non ne inventeranno di infrangibili

(Il mago di Oz)

Oggi è da urlare.

"L’amore vero è l’esatto opposto, è la conduzione di sé verso l’altro, la riconduzione all’altro di tutte le nostre energie, così da abbattere la statua dell’ego e dilatare l’anima per crearvi all’interno una radura accogliente. Perché si possa parlare propriamente di amore, l’ego deve venire inciso, ferito, lacerato, e poi aperto, tirato, disteso... un po’ come la pasta quando si fanno le tagliatelle che viene tirata e stesa con il mattarello. Al sorgere dell’amore infatti l’ego viene attratto in modo irresistibile, e quindi necessariamente doloroso, da una forza molto più intensa, qualcosa di onniavvolgente e di primigenio che l’attira ma anche lo spaventa, una specie di magnetismo cosmico che giace al fondo dei viventi e che all’improvviso inizia a emettere una specie di radiazione incontenibile."
Vito Mancuso 
IO AMO. Piccola filosofia dell'amore
 

giovedì 3 settembre 2015

Perchè le parole d'amore, che sono sempre le stesse, prendono il sapore dalle labbra da cui escono.

(Guy de Maupassant - Bel Ami)
 
E poi, mentre io progetto apocalissi, tu, come al solito, cambi le carte in tavola e mi scombini i piani.

You heard my voice I came out of the woods by choice
Shelter also gave their shade
But in the dark I have no name
So leave that click in my head
And I will remember the words that you said
Left a clouded mind and a heavy heart
But I was sure we could see a new start
So when your hope's on fire
But you know your desire
Don't hold a glass over the flame
Don't let your heart grow cold
I will call you by name
I will share your road

But hold me fast, Hold me fast
'Cause I'm a hopeless wanderer
And hold me fast, Hold me fast
'Cause I'm a hopeless wanderer

I wrestled long with my youth
We tried so hard to live in the truth
But do not tell me all is fine
When I lose my head, I lose my spine

So leave that click in my head
And I won't remember the words that you said
You brought me out from the cold
Now, how I long, how I long to grow old

So when your hope's on fire
But you know your desire
Don't hold a glass over the flame
Don't let your heart grow cold
I will call you by name
I will share your road

But hold me fast, Hold me fast
'Cause I'm a hopeless wanderer
And hold me fast, Hold me fast
'Cause I'm a hopeless wanderer
I will learn, I will learn to love the skies I'm under
I will learn, I will learn to love the skies I'm under
The skies I'm under

Mumford & Sons - Hopeless wanderer

mercoledì 2 settembre 2015

Una lunga estate calda

In sintesi, ed estasi, estrema: silenzio-libri-spiaggia-libri-sciabordare dell'acqua-libri.
L'AMORE NON GUASTA (eh già!), e CIRCOLO CHIUSO, Jonathan Coe, che non può mai mancare e non delude mai.
FUNNY GIRL, Nick Hornby, per non perdere il vizio, che gira veloce e leggero senza essere scanzonato.
IN CLANDESTINITÀ, Vinicio Capossela vs Vincenzo Costantino, una sfida incantevole.
JUST KIDS, Patti Smith, massimo rispetto alla sacerdotessa.
TONY PAGODA E I SUOI AMICI, Paolo Sorrentino, ironico e disincantato.
LA VITA SESSUALE DELLE GEMELLE SIAMESI e GODETEVI LA CORSA, Irvine Welsh, irriverente e irrinunciabile.
SPLENDORE e VENUTO AL MONDO, Margaret Mazzantini, di intensità pari a pochi: ma quanto brucia la crema solare che ti finisce negli occhi?!
ROSSO ISTANBUL e SEI LA MIA VITA, Ferzan Ozpetek, con la crema solare sono proprio un disastro.
L'AMORE QUANDO C'ERA, QUATTRO ETTI D'AMORE GRAZIE, L'ANAMOUR, AVRÒ CURA DI TE, PER DIECI MINUTI: si capisce che ero un po' in arretrato con Chiara Gamberale...e con la crema solare?!
ATTO D'AMORE e TRAMONTO E POLVERE, Joe Lansdale... di noir ne abbiamo?
NON PUOI DIRE SUL SERIO, John McEnroe, un genio, a prescindere.
CADUTA LIBERA e IL RESPIRO DEL BUIO, Nicolai Lilin, per completare la trilogia siberiana.
IL DENTE DEL PREGIUDIZIO, Andrea G. Pinketts, funambolico.
IO AMO. PICCOLA FILOSOFIA DELL'AMORE, veramente affascinante, Vito Mancuso.

martedì 1 settembre 2015

Pollegio Nocenti

Metti un'ottantina di insegnanti di tre diversi ordini scolastici, prevalentemente donne, in una stanza.
Metti un superdirigente, tutto sommato, simpatico.
Metti due mesi, come già dicevo, di silenzio-spiaggia-libri-sciabordare dell'acqua e null'altro.
Metti la declinazione di millemila incombenze che ci aspettano prima di incontrare nuovamente le belve.
Metti che il pollaio è ricco, variegato, chiocciante e starnazzante.
Metti che la categoria è capace di dire tutto, il contrario di tutto e poi ritrattare un paio di volte nella medesima frase senza batter ciglio.
Metti che quattro colleghe sedute allineate vicine vicine  mi hanno fatto temere per la fortissima concentrazione di neuroni.
Metti che collega Salvinista, celhodorista tanto quanto celhodurista, con il solito amabile ed amato tono, ha preteso che il dirigente ripetesse due volte a quali regioni vanno certi finanziamenti, della serie "cui prodest, sabot?".
Metti che lo show inviperito della Scoscioprof ha tirato su tutti di morale e, se il buongiorno si vede dal mattino, sarà un grande anno scolastico.
Metti che la faccia di Ehitudeluso al momento della nomina dei vice non ha prezzo e solo per il secondo anno consecutivo.
Metti che quest'anno salto il fosso e ptoffo, giacchè bessare per il terzo anno e sopportare la Salvinista proprio 'un ce la fo.
Metti che ho seguito tutte le vicende come se fosse un'esperienza extracorporea.
Metti che, nonostante mi sia impegnata, temo di non aver capito un accidente di ciò che è stato detto ed è stato deciso.
C'è un'anima buona che mi può fare un riassuntino...un prospettino...un grafichino?

P.S. Un particolare ringraziamento ai vicini che stamattina hanno lanciato la porta di ingresso alle 5:52, siore e siori.... e poi ancora alle 6:45...pensieri positivi, fiorellini ed opere di bene...



lunedì 31 agosto 2015

Cannonball

Nonostante il mio orticello di paranoie reclami a gran voce di essere messo a maggese, io penso ancora che abbiamo qualcosa da dire, noi due.
Intertesto, che voi uomini non lo cogliete neppure se vi viene lanciato addosso avvolto attorno ad un mattone: non lasciarmi andare via.
E giuro che, prima o poi, te lo dico.

Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere noi in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.

Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l'un l'altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l'ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio perché insieme è gioia...

Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.
Pablo Neruda


A-E-I-O-U YPSYLON A-E-I-O-U YPSYLON A-E-I-O-U YPSYLON

Domani è un giorno nuovo.
Un anno è passato dall'ultimo Collegio Docenti...
Il 29 giugno 2015, per noi, appartiene inesorabilmente all'anno scorso, giacché viviamo nella costante sfasatura che ci fa misurare tutto in anni scolastici e non ci fa comprendere dai non addetti ai lavori. Così, dopo due mesi di limbo, dolce e ovattato, il primo settembre diventa lo spartiacque che ci catapulta di nuovo nella dura realtà.
Incontriamo colleghi a cui auguriamo “Buon Anno!”.
E tutti(e) parlano contemporaneamente... E le voci...i cori angelici, deformazione professionale, raggiungono livelli tali da abbattere il muro del suono.
Non so se sono pronta a rientrare nel pollaio...due mesi di silenzio-spiaggia-libri-sciabordare dell'acqua sono pochini...
Eh già, domani per noi è Capodanno.
Auguri, davvero, a tutti.

domenica 30 agosto 2015

Wish you were here

L'altra notte, è entrata in casa una vespa assassina. 
Non trovando l'uscita, svolazzava inferocita e minacciosa.
Ha cercato più volte di assalirmi, mentre tentavo un approccio mediatorio per convincerla ad andarsene.
Fallita la negoziazione, ho combattuto strenuamente armata di aspirapolvere.
Dopo un lungo inseguimento, la vigliacca è stata stanata e catturata.
Avresti dovuto vedere gli occhietti malefici con i quali mi guardava dal bicchiere dell'aspirapolvere.
Ho vinto io.
È stata dura, però.

sabato 29 agosto 2015

Faraway so close

Se continuate a lanciare la porta invece di accompagnarla, giuro che ve le taglio quelle manine.
Giuro!

Sissignore!
Tutti i vicini pensano
che noi siamo
strani.
E noi pensiamo
lo stesso di loro.
E facciamo
tutti
centro.
Charles Bukowski

venerdì 28 agosto 2015

C'è una ferita in fondo al cuore grande come non l'hai vista mai

Che voglia di parlare con te...
Di tutto e di niente...
Del peso specifico delle nuvole...
Del colore dell'acqua...
Del rumore dei miei pensieri...
Di quante volte penso “Devo dirlo a...” e so che non posso.
Mi viene da urlare per quanto male fa.

Io sono con te
in ogni maledetto istante che
ci vuole dividere
e non ci riesce.
Alda Merini

giovedì 27 agosto 2015

Lettori compulsivi anonimi

“Ciao, sono Believeorexplode e sono una lettrice compulsiva.”
“Ciao, Believeorexplode!”

Confesso.
Non riesco ad iniziare un libro se non ho pronto il successivo.
Se la mia scorta scende sotto i tre comincia a mancarmi l'aria.
Non posso leggere di sera, prima di dormire, perché leggere mi sveglia e solo io so quante albe ho visto “solo un'altra pagina e poi smetto”.
Se entro in una casa, il mio metro di giudizio è la libreria.
Ho perso immediatamente interesse verso un uomo che sul comodino teneva una collezione di “Autosprint” (e in casa nient'altro). Perchè a me? Perchè?
Passo l'autunno e l'inverno ad accumulare i romanzi che leggerò durante l'estate.
In autunno e in inverno, la lettura vira prevalentemente verso la didattica e la documentazione professionale, ma se mi capita tra le mani un buon libro è finita...
Tratto i blog come letteratura, e qualcuno lo è veramente!
Giuro che proverò a disintossicarmi, ma adesso devo ricaricare l'e-reader, che è al 61% della carica e non si sa mai....

Early morning when I wake up I look like Kiss but without the make up

Fra pochissimo rivedrò il mio caravanserraglio di casi umani, grandi e piccoli.
E io sarò sempre io, ammaccata e acciaccata, ma sarò sempre io.
Per adesso, però, faccio un po' il caso umano...

And you know and you know
Cos my life's a mess
And I'm trying to grow so before
I'm old I'll confess
You think that I'm strong you're wrong
You're wrong
Robbie Williams - Strong

mercoledì 26 agosto 2015

Di lasciar andare

Ehi tu!
Sì tu!
Tu che a trentanove anni suonati vivi ancora con mamma e papà.
Tu che, sì, lavori in un ufficio, hai delle scadenze piuttosto noiose, ma quando esci di lì non hai più niente da fare: niente week-end passati a correggere e programmare, niente lavoro a casa, niente vicende umane di alunni e famiglie sempre presenti.
Tu che mamma lava-stira-cucina, ma tutto e sempre, eh, e tu non devi pensare a nulla.
Tu che il massimo dello sforzo è, a volte, la spesa per il tuo fidanzato nel weekend.
Tu che ti scocci se ci sono esigenze diverse dalle tue e che bisogno c'è di andare al supermercato ogni sabato? (scusa, ma durante la settimana spesa, pulizie, correzioni e programmazioni non mi ci stanno tanto).
Tu che i tuoi problemi in ufficio, con la collega, sono solo colpa sua.
Tu che i tuoi capi devono organizzare i team building a cadenza regolare per aiutarti e tu li denigri come sciocchezze senza senso, ché se le cose non vanno è solo colpa loro.
Tu che cercano di insegnarti strategie per ottimizzare il tuo tempo lavorativo, ma tu te ne freghi: sono tutte sciocchezze senza senso e se tu non riesci a gestire gli impegni è solo colpa del lavoro orribile che fai.
Tu che hai usato casa mia come un parcheggio-rifugio-riempitempo senza preoccuparti che io avessi da lavorare, che qui nel week-end si fanno la spesa, le pulizie, si corregge e si programma, o volessi semplicemente esistere.
Tu che ti sei piazzata sempre a casa mia dalle 19:00 alle 22:00 di innumerevoli sabato e domenica, ché non avevi voglia di andare a prendere l'aperitivo con il tuo fidanzato e amici, salvo scappare via non appena lui ti faceva uno squillo per uscire a cena.
Tu che usciamo? Sì, forse, no, se fidanzato vuole, no non vuole, sì vuole, sei già pronta? Adesso non vuole più, allora ciao.
Tu che no, a cena fra donne il giorno del tuo compleanno, proprio no, perché magari fidanzato vuole fare qualcosa con me proprio quella sera, andiamo un'altra sera, quando sono sicura che lui non ha programmi.
Tu che hai usato casa mia come base per cene, feste, capodanni, con gli amici del tuo fidanzato: è stato bello essere ricambiata, sempre.
Tu che riversi lamentele e negatività a getto continuo, salvo avere un'immagine smagliante, riuscendo a farti considerare buona, carina, fantastica da tutti (se rinasco, rinasco abile a non passare sempre dalla parte del torto e, soprattutto, falsa).
Tu che mi hai fatto trascorrere l'unica settimana di mare del 2014 in balia della crisi sentimentale con il tuo fidanzato, che non chiamava e non mandava sms (evito di parlare delle vacanze precedenti).
Tu che la crisi con il tuo fidanzato è solo colpa sua, ovviamente.
Tu che, durante suddetta crisi sentimentale, il mondo si è dovuto fermare e accorrere al tuo capezzale, non importa se ci sono spesa, pulizie, correzioni o programmazioni da fare, ma, chissenefrega, le serate in settimana sono fatte per lagnanze interminabili via whatsapp e il week-end è fatto anche di notti, no?
Tu che meno male che cugino e compagna tornano a vivere nel mio palazzo, così la sera vado da loro, se no mi annoio (e da quel momento, chi t'ha vista, eh?).
Tu che, mentre mi preparo per la lezione settimanale di pilates, mi mandi un simpatico sms per informarmi che stai malissimo e che speri di non svenire o avere un attacco di panico quando saremo lì (no, io non anelo alla lezione come all'ora d'aria un carcerato, soprattutto questa settimana, bel carico da 90, e soprattutto perché, per assecondare te che non puoi e non lasciarti sola, ho rinunciato all'unica cosa che ho veramente amato - lo yoga- grazie).
Tu che, l'unico sabato che decido di prendermi tutto per me, mi chiami in soccorso alle 11:00 del mattino e mi tieni impegnata fino alle 16:00, poi alle 19:00 mi richiami perché non c'è nessuno a casa tua e non vuoi restare da sola e quindi stai arrivando. Vieni a cena? Ma no non ceno, ché ho fatto merenda tardi. Allora vieni dopo cena? No, sono pronta, sono già uscita. E ti arrabbi per il mio malcelato disappunto (ma che diritto ho io, dopo aver avuto una settimana oscena, di voler fare il primo pasto caldo in sette giorni?).
Tu che, dopo tale serata, cattiva che sono, sparisci e non ti fai più vedere, salvo un sms a Natale (auguri anche a te. No, non va affatto bene, ma che importa. Ah sì, è vero, non ho nemmeno idea di quello che stai passando tu.).
Tu che ti fai sentire nuovamente per l'ultimo dell'anno e chiedi che faccio e io, che sono un genio, mi libero e ti invito da me, che sei in crisi e non posso lasciarti da sola, salvo essere avvisata alle 20:00, che no, non è cosa e hai deciso di restare a casa con i tuoi (grazie, non sognavo altro che aspettare la mezzanotte da sola).
Tu che non ti fai praticamente più sentire per tutto l'inverno, ma, eh, la crisi con il fidanzato poi è stata superata, quindi non c'è più bisogno.
Tu che richiami, perché è giunta l'estate e non vuoi andare in spiaggia sola nei week-end.
Tu che piove nei week-end e non ti fai sentire per più di due settimane.
Tu che mandi un simpatico sms per annunciare che sei, finalmente, in ferie e io sono una brutta persona, perché avrei potuto almeno farmi sentire per chiederti come fossi messa e quando saresti andata in ferie, che non si capisce tutta questa indifferenza e che, ovviamente, il mio comportamento è inqualificabile.
Tu che tutto deve girare attorno a te, altrimenti non ha dignità di esistere.
Si può sapere, cara amica, cosa diamine vuoi ancora da me?

“Lascia andare le persone che condividono solo lamentele, problemi, storie disastrose, paura e giudizio sugli altri.
Se qualcuno cerca un cestino per buttare la sua immondizia, fa' sì che non sia la tua mente”
Tenzyn Gyatso
XIV Dalai Lama

martedì 25 agosto 2015

Rain inside rain outside

Almeno ha smesso di piovere.
Ieri sembrava l'estate scorsa, solo più triste, infinitamente più triste.
Rimane ancora una settimana di ferie.
Rimangono ancora parecchi libri a sollecitare nervi scoperti e tanta crema solare a farmi lacrimare gli occhi.
Confido nel sole.
Confido nel riempire il vuoto lasciato da ciò che non posso comprendere.
Come se non bastasse l'angoscia più importante, l'unica che in questo momento merita considerazione, ci si mette anche una persona molesta a darmi il tormento con le sue pretese.
Inutile sperare che consenta agli altri di farsi un po' gli affari propri: tutto deve ruotare intorno a lei, il resto nemmeno lo vede.
Non si può chiedere rispetto a chi non sa cosa sia.
Credo che meriti uno sfogo a parte: è ora che io lasci uscire anche questo.
Poi, lo so, starò un po' meglio.

Il passato il danno l'ha già prodotto, ora può solo diventare poesia.
Vinicio Capossela vs Vincenzo Costantino
In clandestinità

lunedì 24 agosto 2015

Cry me a river

Io non sono capace.
Non ci riesco.
Non posso.
Non voglio.
Non con te.
Non con te, che mi accusi di non averti riservato neppure una prima volta, quando in realtà la prima volta più importante è dedicata a te. Anzi, in realtà le prime volte sono due, ma questo lo so solo io.
Te l'ho anche scritto.
“Niente va come vorrei”
“Cosa vorresti?”
“Te”
Non lasciarmi andare via.

Love will tear us apart - Joy Division

.......

Di cose che non ci sono e devono esserci.
Di cose che sono dentro e vogliono uscire.
Di cose.

Il y a toujours quelque chose d'absent qui me tourmente.
Camille Claudel