Il piccolo gigolò mi sta studiando da fashion blogger.
Si salvi chi può.
Il cambiamento non è mai doloroso. Solo la resistenza al cambiamento lo è. Siddharta Gautama Buddha
giovedì 31 marzo 2016
mercoledì 30 marzo 2016
Tanto rumore per nulla
Interno giorno.
Classe Terza.
Testo collaborativo a piccoli gruppi.
Un manipolo di facinorosi, invece di attendere al compito che è stato assegnato, chiacchiera indefessamente ormai da parecchio.
Io osservo, zen, per un po' da lontano.
Ad un certo punto smetto di autocompiacermi e di sdilinquirmi per la capacità di interagire dei pargoli, decido di riportare ordine ed operosità, visto che la discussione non accenna a terminare, e plano su di loro in modalità ira funesta.
"Voi cinque scioperati laggiù!!! Si può sapere quale sia l'argomento di tanto contendere?" (Ok...più o meno...).
Al che si gira una bimba dagli occhioni blu che mi annienta con un sorrisone: "No è che la mia mamma e il mio papà non sono sposati....Non si decidono a sposarsi!".
E io: "Mi stai dicendo che è mezz'ora che disquisite di matrimonio?"
"Sì! Io e mia sorella siamo nate anche se la mia mamma e il mio papà non si decidono a sposarsi."
Parte un mormorio di solidarietà, che si interrompe quando da un altro gruppo si leva la voce del piccolo uomo di mondo: "E cosa vuol dire? Anche mia zia e mio zio non sono sposati e hanno un figlio. Basta che due vanno d'accordo fra di loro e i bambini nascono lo stesso! Mio cugino sta benissimo!".
Si leva, quindi, un coro di approvazione generale.
A mettere tutti al loro posto arriva il piccolo gigolò, che chiosa:"Ma sì!!! Chissenefrega di sposarsi!!!!!!".
Andate voi a Palazzo Madama a spiegare che sarebbe bastato chiedere a diciassette mostri di otto anni?!?!?!
Classe Terza.
Testo collaborativo a piccoli gruppi.
Un manipolo di facinorosi, invece di attendere al compito che è stato assegnato, chiacchiera indefessamente ormai da parecchio.
Io osservo, zen, per un po' da lontano.
Ad un certo punto smetto di autocompiacermi e di sdilinquirmi per la capacità di interagire dei pargoli, decido di riportare ordine ed operosità, visto che la discussione non accenna a terminare, e plano su di loro in modalità ira funesta.
"Voi cinque scioperati laggiù!!! Si può sapere quale sia l'argomento di tanto contendere?" (Ok...più o meno...).
Al che si gira una bimba dagli occhioni blu che mi annienta con un sorrisone: "No è che la mia mamma e il mio papà non sono sposati....Non si decidono a sposarsi!".
E io: "Mi stai dicendo che è mezz'ora che disquisite di matrimonio?"
"Sì! Io e mia sorella siamo nate anche se la mia mamma e il mio papà non si decidono a sposarsi."
Parte un mormorio di solidarietà, che si interrompe quando da un altro gruppo si leva la voce del piccolo uomo di mondo: "E cosa vuol dire? Anche mia zia e mio zio non sono sposati e hanno un figlio. Basta che due vanno d'accordo fra di loro e i bambini nascono lo stesso! Mio cugino sta benissimo!".
Si leva, quindi, un coro di approvazione generale.
A mettere tutti al loro posto arriva il piccolo gigolò, che chiosa:"Ma sì!!! Chissenefrega di sposarsi!!!!!!".
Andate voi a Palazzo Madama a spiegare che sarebbe bastato chiedere a diciassette mostri di otto anni?!?!?!
martedì 29 marzo 2016
Dove sei?
"Ti prego chiamami tesoro adesso
mentre piove e l’aria è fredda
e ogni goccia d’acqua che mi sta bagnando
mi parla un po’ di te
sono giorni che cammino senza meta
portandoti per mano
se anche torneremo uguali a prima non importa
se dovrò mandarmi in cenere
per ritornare a vivere."
Orfani ora
Vinicio Capossela
lunedì 28 marzo 2016
sabato 19 marzo 2016
Del festeggiare
Per l'articolo completo, qui:
http://www.ilgiorno.it/milano/festa-papa-asilo-1.1975163
La notizia è che in una Scuola dell'Infanzia comunale di Milano la festa del papà "è stata sostituita con una programmazione didattica dedicata alle diverse etnie".
L'articolo si limita a quattro fole in croce sulla vicenda, mentre si dilunga, invece, nel riportare gli accorati appelli di svariate teste pensanti, le quali riversano sulle colleghe indignazione e fiele, agganciando l'onda degli anti-ddl Cirinnà, mostrando con tutta evidenza di non sapere nulla di scuola e di parlare perchè l'aria da qualche parte deve pur uscire, e non vi è palesemente alcuna differenza di risultato fra emissioni dei vari orifizi. La ciliegina sulla torta, poi, la mette il fenomeno che scrive nei commenti di non voler mandare la figlia a scuola in tale occasione.
A nessuno è venuto il sospetto che la festa del papà, così come quella della mamma, possa venir "abolita", se proprio vogliamo usare questo termine, anche solo perchè un bambino ha perso o non ha mai conosciuto il genitore.
Capita ovunque, ogni anno, in ogni scuola del regno, dell'infanzia o primaria che sia.
Noi insegnanti abbiamo il compito di spiegare ai bambini il perchè si preferisca bypassare queste feste, che potrebbero evocare pensieri dolorosi in qualcuno di loro, incoraggiandoli a festeggiare a casa: conosco perfettamente l'ombra negli sguardi, quando sentono forte dentro di loro il dolore pur non avendolo vissuto in prima persona.
La questione viene compresa dai compagni di classe e nessuno, dico nessuno, immagina anche soltanto di protestare, anzi, si crea un clima di sostegno e di solidarietà meraviglioso: è il momento della magia, in cui la classe si compatta e diventa una potenza.
Poi mi imbatto in questa spazzatura e posso solo dire, ancora una volta, che provo schifo per tutte queste strumentalizzazioni, identiche a molte altre alle quali assistiamo ormai quotidianamente. Per un istante ho pensato di leggere l'articolo ai miei alunni, ma ho preferito evitare di farli sentire insultati dalle parole di questi genî.
Forse delle menti tanto ottuse non riescono a concepire il rispetto del lutto e della sensibilità dei bambini, cosa che, invece, tra bambini avviene senza problemi. Se la smettessero di usare la scuola per gratificare il loro bisogno narcisistico di pontificare a mezzo stampa farebbero un gran favore.
http://www.ilgiorno.it/milano/festa-papa-asilo-1.1975163
La notizia è che in una Scuola dell'Infanzia comunale di Milano la festa del papà "è stata sostituita con una programmazione didattica dedicata alle diverse etnie".
L'articolo si limita a quattro fole in croce sulla vicenda, mentre si dilunga, invece, nel riportare gli accorati appelli di svariate teste pensanti, le quali riversano sulle colleghe indignazione e fiele, agganciando l'onda degli anti-ddl Cirinnà, mostrando con tutta evidenza di non sapere nulla di scuola e di parlare perchè l'aria da qualche parte deve pur uscire, e non vi è palesemente alcuna differenza di risultato fra emissioni dei vari orifizi. La ciliegina sulla torta, poi, la mette il fenomeno che scrive nei commenti di non voler mandare la figlia a scuola in tale occasione.
A nessuno è venuto il sospetto che la festa del papà, così come quella della mamma, possa venir "abolita", se proprio vogliamo usare questo termine, anche solo perchè un bambino ha perso o non ha mai conosciuto il genitore.
Capita ovunque, ogni anno, in ogni scuola del regno, dell'infanzia o primaria che sia.
Noi insegnanti abbiamo il compito di spiegare ai bambini il perchè si preferisca bypassare queste feste, che potrebbero evocare pensieri dolorosi in qualcuno di loro, incoraggiandoli a festeggiare a casa: conosco perfettamente l'ombra negli sguardi, quando sentono forte dentro di loro il dolore pur non avendolo vissuto in prima persona.
La questione viene compresa dai compagni di classe e nessuno, dico nessuno, immagina anche soltanto di protestare, anzi, si crea un clima di sostegno e di solidarietà meraviglioso: è il momento della magia, in cui la classe si compatta e diventa una potenza.
Poi mi imbatto in questa spazzatura e posso solo dire, ancora una volta, che provo schifo per tutte queste strumentalizzazioni, identiche a molte altre alle quali assistiamo ormai quotidianamente. Per un istante ho pensato di leggere l'articolo ai miei alunni, ma ho preferito evitare di farli sentire insultati dalle parole di questi genî.
Forse delle menti tanto ottuse non riescono a concepire il rispetto del lutto e della sensibilità dei bambini, cosa che, invece, tra bambini avviene senza problemi. Se la smettessero di usare la scuola per gratificare il loro bisogno narcisistico di pontificare a mezzo stampa farebbero un gran favore.
domenica 8 novembre 2015
Truth
La verità è che forse ho passato un po' troppo la vita a
scappare, sottraendomi a tutte le situazioni che avrebbero potuto
rivelarsi fortemente sentimentali, poche se proprio vogliamo
precisare, dicendo a me stessa che avrebbe dovuto essere così,
perché sarebbero state solo soluzioni di comodo, biechi compromessi
per evitare la solitudine, che non potevano certo essere quella cosa
con la a , e ora, a ragion veduta, non posso darmi torto.
Me la canto e me la suono: avrei fatto meglio ad accettare qualcosa, ma, d'altro canto, penso che non lo fosse neppure per gli altri, altrimenti sarebbe stato forse più facile convincersene, anche perché credo che l'essere ricambiati, di per sé, sia un fortissimo incentivo ad amare.
Me la canto e me la suono: avrei fatto meglio ad accettare qualcosa, ma, d'altro canto, penso che non lo fosse neppure per gli altri, altrimenti sarebbe stato forse più facile convincersene, anche perché credo che l'essere ricambiati, di per sé, sia un fortissimo incentivo ad amare.
Con te non riesco, non posso, non
voglio andarmene.
Non c'è bisogno di chiedermi il
perché.
So che non mi sono sbagliata trent'anni
fa, anche se eravamo solo due bambini, so che non mi sono sbagliata
vent'anni fa, anche se avere le pigne in testa a volte non aiuta,
almeno, non me di certo.
Uno degli errori più grandi che io
abbia mai fatto è stato lasciarti passare tutte le altre volte.
Sentirti, poi, dire “Io ci ho sempre
creduto” ha avuto per me lo stesso effetto di una coltellata al
cuore.
Io voglio crederci ora.
Io ci credo.
Adesso lo so.
So che non mi sbaglio: lo so ed ho la
consapevolezza di chi, finalmente, ha il coraggio di dare un nome
alle cose.
Tre occasioni nella vita non capitano
per niente: a volte una è già tanto, ma tre...
Quest'ultima, poi, mi è piovuta addosso nel modo più assurdo immaginabile: non avrei potuto restare indifferente.
Quest'ultima, poi, mi è piovuta addosso nel modo più assurdo immaginabile: non avrei potuto restare indifferente.
Sarei stupida oltre ogni limite, se non
riconoscessi questa grazia.
Di tutto restano tre cose:
la certezza
che stiamo sempre iniziando,
la certezza
che abbiamo bisogno di continuare,
la certezza
che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare:
dell’interruzione,
un nuovo cammino,
della caduta,
un passo di danza,
della paura,
una scala,
del sogno,
un ponte,
del bisogno,
un incontro.
Fernando Pessoa
la certezza
che stiamo sempre iniziando,
la certezza
che abbiamo bisogno di continuare,
la certezza
che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare:
dell’interruzione,
un nuovo cammino,
della caduta,
un passo di danza,
della paura,
una scala,
del sogno,
un ponte,
del bisogno,
un incontro.
Fernando Pessoa
domenica 11 ottobre 2015
Pessimismo e fastidio
Una delle cose a cui tengo maggiormente
come insegnante è accostare i bambini ai libri, proponendo progetti
di animazione alla lettura, creando la biblioteca di classe,
mostrando, con l'esempio concreto, quanto sia bello leggere: per una
cresciuta in mezzo ai libri, non potrebbe essere altrimenti.
Con
orgoglio posso pensare alla mia edizione “storica” del Piccolo
Principe, sparita quando mi era venuta l'idea di condividerla con la
mia Quinta Perfetta: non è stata rubata, è solo passata nelle mani
giuste.
Ebbene, nella mia attuale
classe, che è mia dalla Prima, alla quale ho sottoposto il pacchetto
completo, comprensivo di consegne di libri per me da parte del
corriere direttamente a scuola, lasciando che i bambini possano
vedere i libri che acquisto, che mi facciano domande e che li
sfoglino, proprio in questa classe sta accadendo una cosa di cui mi
vergogno profondamente.
Sono arrivati in Terza, i piccoli
mostri, e sono stata costretta a creare un concorso a premi per chi
legge più libri: al raggiungimento di determinate soglie, 5 – 10 –
15 – 20 libri letti e relazionati in classe, verranno consegnati
loro degli attestati e dei piccoli premi.
Mi vergogno tantissimo di dover
ricorrere a questi mezzucci, di ridurre la lettura ad una logica da
supermercato, ma non sapevo veramente più cosa fare...
E pensare che a scuola sembra tutto a posto: adorano ascoltare storie, si lasciano incuriosire dai libri che vedono, si entusiasmano, chiedono a gran voce che si legga, si lasciano coinvolgere dall'animazione alla lettura, propongono di non lasciar leggere solo me, ma di farlo a turno anche loro... Ma... a casa?
Su diciassette, ho la collaborazione di un'unica
famiglia, che fa veramente cultura con i figli, mentre altre
due o tre si beano dell'emerito nulla, ritenendo di potersi vantare
di essere sommamente acculturate (e che culturona!!!), ma creano
solo, magari, è un esempio, la bimba perfetta esecutrice, con
l'ansia del mostrare tutto perfetto a casa, ma senza la benchè
minima volontà/capacità di approfondire, chè ciò che importa è
solo la superficie splendida splendente.
E il resto? Il resto è un florilegio
di “Cheppalle, dai svegliati a fare i compiti!”, “Non ti tengo
a casa anche se sei malato, altrimenti mi tocca stare qui a farti
recuperare!, “Muoviti a leggere 'sto libro, così ce lo togliamo
dai piedi!”, “Non posso farci niente, non vuole proprio
leggere/fare i compiti/studiare, cosa devo fare?! Non posso stare lì
a perdere tempo!”. Deprimente... Il libro della biblioteca viene visto come un compito in più, un'inutile aggiunta ai doveri quotidiani e così viene fatto vivere ai bambini.
Come si fa a promuovere la lettura in un quadro del genere?
Come si fa a promuovere la lettura in un quadro del genere?
Io sono veramente convinta che i bambini
imparino dall'esempio di chi li circonda, ma quando gli adulti di
riferimento sono così volgarmente vuoti e superficiali, incapaci di
trasmettere valori, mi cascano le braccia.
Vorrei dire in faccia a questi genitori
quanto male stanno facendo ai loro figli, ai quali stanno garantendo
delle vite fotocopia alle loro, vuote dal punto di vista culturale e
valoriale, ma gonfie di boria e di vanagloria, costruite sul nulla della loro insipienza, sul nulla di pretese di valutazioni altissime, perchè "Ah, mio figlio è bravissimo!". E forse è vero, il figlio è bravissimo tenuto conto dell'ambiente osceno in cui sta crescendo, ma, invece, no, non è bravissimo, non può esserlo, non lo sarà mai, se continua così, e se adesso non sembra, visto dal di fuori, ci rivedremo fra tre o quattro anni, quando andranno in giro a dire che è colpa delle maestre della primaria, che è colpa mia.
Vorrei far capire loro che il
sistematico boicottaggio di tutti i tentativi di tirar fuori i loro
figli da questi deserti non mi farà arrendere, perchè continuerò a
fare il mio lavoro nonostante loro.
Forse su diciassette (sedici: uno, per
fortuna è già sulla giusta via) bambini, ne strapperò solo due o
tre allo schifo, ma saranno pur sempre due o tre grandissime vittorie.
E quando un bimbo arriverà ancora a
dirmi: “La mamma non mi ha voluto comprare Cipì, perchè dice che
a casa non abbiamo posto per i libri..”, beh Cipì in quella casa
entrerà, di nuovo, a forza...
martedì 15 settembre 2015
Vi sono tante aurore che devono ancora risplendere
I numeri primi sono bellissimi.
Si fanno notare, pulsano, risaltano prepotenti su una linea ordinata, vogliono il loro spazio nel mondo.
E oggi sono 41....
verrà un giorno un giorno improvvisamente
sentirai dentro di te
le orme dei miei passi
che si allontanano
e quel peso sarà il più grave.
Nazim Hikmet
Si fanno notare, pulsano, risaltano prepotenti su una linea ordinata, vogliono il loro spazio nel mondo.
E oggi sono 41....
Ti sei stancata di portare il mio peso
ti sei stancata delle mie mani
dei miei occhi della mia ombra
ti sei stancata delle mie mani
dei miei occhi della mia ombra
le mie parole erano incendi
le mie parole eran pozzi profondi
le mie parole eran pozzi profondi
sentirai dentro di te
le orme dei miei passi
che si allontanano
e quel peso sarà il più grave.
Nazim Hikmet
sabato 12 settembre 2015
Quest'alito di angelo che mi lecca il cuore
Sai che giorno è oggi?
Io, sì: ho controllato.
Oggi è un anniversario cifra tonda.
Anche oggi è da urlare...
Tu attrai le anime simili alla tua: è
la legge della vibrazione.
Paramhansa Yogananda
venerdì 11 settembre 2015
Noi in classe siamo diciotto. Sì: diciassette più te
Semina
un pensiero e nascerà un'azione;
semina
un'azione e nascerà un'abitudine;
semina
un'abitudine e nascerà un carattere;
semina
un carattere e nascerà un destino.
Anguttara
Nikaya
Il mio amatissimo Caravanserraglio è
la migliore cura palliativa che si possa avere.
D'altra parte, si può immaginare
qualcosa di meglio che dei caciaroni di otto anni alquanto cazzari?
mercoledì 9 settembre 2015
Domani
Leggo di chi fa bilanci, mentre io
desidero solo bilanciare questo vuoto con l'unico pieno che vorrei.
Posso solo fare il proposito di provare
a dire di più.
Posso solo provare a non farlo restare
un proposito.
Ho solo paura delle conseguenze.
Intanto, però, faccio veramente
qualcosa per me.
Ricomincio a praticare Yoga, senza se e
senza ma: non rinuncio più a ciò che amo e che mi dà tanto, per
niente al mondo. Non fa parte dei buoni propositi, ma della
consapevolezza di voler essere al centro delle mie azioni, una volta
tanto. Mi riprendo me stessa, anche perché il mio bisogno di
profondità mi mette davanti ad urgenze che non posso fingere di non
vedere.
E comunque domani si va in scena...
And
when the darkness
come let it inside you
come let it inside you
Your
darkness is shining
My
darkness is shining
Have
faith in myself
Alexander
Ebert - Truth
domenica 6 settembre 2015
I cuori non saranno mai una cosa pratica finchè non ne inventeranno di infrangibili
(Il mago di Oz)
Oggi è da urlare.
"L’amore vero è l’esatto opposto, è la conduzione di sé verso l’altro, la riconduzione all’altro di tutte le nostre energie, così da abbattere la statua dell’ego e dilatare l’anima per crearvi all’interno una radura accogliente. Perché si possa parlare propriamente di amore, l’ego deve venire inciso, ferito, lacerato, e poi aperto, tirato, disteso... un po’ come la pasta quando si fanno le tagliatelle che viene tirata e stesa con il mattarello. Al sorgere dell’amore infatti l’ego viene attratto in modo irresistibile, e quindi necessariamente doloroso, da una forza molto più intensa, qualcosa di onniavvolgente e di primigenio che l’attira ma anche lo spaventa, una specie di magnetismo cosmico che giace al fondo dei viventi e che all’improvviso inizia a emettere una specie di radiazione incontenibile."
Vito Mancuso
IO AMO. Piccola filosofia dell'amore
Oggi è da urlare.
"L’amore vero è l’esatto opposto, è la conduzione di sé verso l’altro, la riconduzione all’altro di tutte le nostre energie, così da abbattere la statua dell’ego e dilatare l’anima per crearvi all’interno una radura accogliente. Perché si possa parlare propriamente di amore, l’ego deve venire inciso, ferito, lacerato, e poi aperto, tirato, disteso... un po’ come la pasta quando si fanno le tagliatelle che viene tirata e stesa con il mattarello. Al sorgere dell’amore infatti l’ego viene attratto in modo irresistibile, e quindi necessariamente doloroso, da una forza molto più intensa, qualcosa di onniavvolgente e di primigenio che l’attira ma anche lo spaventa, una specie di magnetismo cosmico che giace al fondo dei viventi e che all’improvviso inizia a emettere una specie di radiazione incontenibile."
Vito Mancuso
IO AMO. Piccola filosofia dell'amore
giovedì 3 settembre 2015
Perchè le parole d'amore, che sono sempre le stesse, prendono il sapore dalle labbra da cui escono.
(Guy de Maupassant - Bel Ami)
E poi, mentre io progetto apocalissi,
tu, come al solito, cambi le carte in tavola e mi scombini i piani.
You heard my voice I came out of the
woods by choice
Shelter also gave their shade
But in the dark I have no name
Shelter also gave their shade
But in the dark I have no name
So leave that click in my head
And I will remember the words that you said
Left a clouded mind and a heavy heart
But I was sure we could see a new start
So when your hope's on fire And I will remember the words that you said
Left a clouded mind and a heavy heart
But I was sure we could see a new start
But you know your desire
Don't hold a glass over the flame
Don't let your heart grow cold
I will call you by name
I will share your road
But hold me fast, Hold me fast
'Cause I'm a hopeless wanderer
And hold me fast, Hold me fast
'Cause I'm a hopeless wanderer
I wrestled long with my youth
We tried so hard to live in the truth
But do not tell me all is fine
When I lose my head, I lose my spine
So leave that click in my head
And I won't remember the words that you said
You brought me out from the cold
Now, how I long, how I long to grow old
So when your hope's on fire
But you know your desire
Don't hold a glass over the flame
Don't let your heart grow cold
I will call you by name
I will share your road
But hold me fast, Hold me fast
'Cause I'm a hopeless wanderer
And hold me fast, Hold me fast
'Cause I'm a hopeless wanderer
I will learn, I will learn to love the skies I'm under
I will learn, I will learn to love the skies I'm under
The skies I'm under
Mumford & Sons - Hopeless wanderer
mercoledì 2 settembre 2015
Una lunga estate calda
In sintesi, ed estasi, estrema: silenzio-libri-spiaggia-libri-sciabordare dell'acqua-libri.
L'AMORE NON GUASTA (eh già!), e
CIRCOLO CHIUSO, Jonathan Coe, che non può mai mancare e non delude
mai.
FUNNY GIRL, Nick Hornby, per non
perdere il vizio, che gira veloce e leggero senza essere scanzonato.
IN CLANDESTINITÀ,
Vinicio Capossela vs Vincenzo Costantino, una sfida incantevole.
JUST
KIDS, Patti Smith, massimo rispetto alla sacerdotessa.
TONY
PAGODA E I SUOI AMICI, Paolo Sorrentino, ironico e disincantato.
LA
VITA SESSUALE DELLE GEMELLE SIAMESI e GODETEVI LA CORSA, Irvine
Welsh, irriverente e irrinunciabile.
SPLENDORE
e VENUTO AL MONDO, Margaret Mazzantini, di intensità pari a pochi:
ma quanto brucia la crema solare che ti finisce negli occhi?!
ROSSO
ISTANBUL e SEI LA MIA VITA, Ferzan Ozpetek, con la crema solare sono
proprio un disastro.
L'AMORE
QUANDO C'ERA, QUATTRO ETTI D'AMORE GRAZIE, L'ANAMOUR, AVRÒ
CURA DI TE, PER DIECI MINUTI: si capisce che ero un po' in arretrato
con Chiara Gamberale...e con la crema solare?!
ATTO
D'AMORE e TRAMONTO E POLVERE, Joe Lansdale... di noir ne abbiamo?
NON
PUOI DIRE SUL SERIO, John McEnroe, un genio, a prescindere.
CADUTA
LIBERA e IL RESPIRO DEL BUIO, Nicolai Lilin, per completare la
trilogia siberiana.
IL
DENTE DEL PREGIUDIZIO, Andrea G. Pinketts, funambolico.
IO
AMO. PICCOLA FILOSOFIA DELL'AMORE, veramente affascinante, Vito
Mancuso.
martedì 1 settembre 2015
Pollegio Nocenti
Metti un'ottantina di insegnanti di tre
diversi ordini scolastici, prevalentemente donne, in una stanza.
Metti un superdirigente, tutto sommato,
simpatico.
Metti due mesi, come già dicevo, di
silenzio-spiaggia-libri-sciabordare dell'acqua e null'altro.
Metti la declinazione di millemila
incombenze che ci aspettano prima di incontrare nuovamente le belve.
Metti che il pollaio è ricco, variegato, chiocciante e starnazzante.
Metti che il pollaio è ricco, variegato, chiocciante e starnazzante.
Metti che la categoria è capace di
dire tutto, il contrario di tutto e poi ritrattare un paio di volte
nella medesima frase senza batter ciglio.
Metti che quattro colleghe sedute allineate vicine vicine mi hanno fatto temere per la fortissima concentrazione di neuroni.
Metti che collega Salvinista, celhodorista tanto quanto celhodurista, con il solito amabile ed amato tono, ha preteso che il dirigente ripetesse due volte a quali regioni vanno certi finanziamenti, della serie "cui prodest, sabot?".
Metti che lo show inviperito della Scoscioprof ha tirato su tutti di morale e, se il buongiorno si vede dal mattino, sarà un grande anno scolastico.
Metti che la faccia di Ehitudeluso al momento della nomina dei vice non ha prezzo e solo per il secondo anno consecutivo.
Metti che quest'anno salto il fosso e ptoffo, giacchè bessare per il terzo anno e sopportare la Salvinista proprio 'un ce la fo.
Metti che ho seguito tutte le vicende come se fosse un'esperienza extracorporea.
Metti che collega Salvinista, celhodorista tanto quanto celhodurista, con il solito amabile ed amato tono, ha preteso che il dirigente ripetesse due volte a quali regioni vanno certi finanziamenti, della serie "cui prodest, sabot?".
Metti che lo show inviperito della Scoscioprof ha tirato su tutti di morale e, se il buongiorno si vede dal mattino, sarà un grande anno scolastico.
Metti che la faccia di Ehitudeluso al momento della nomina dei vice non ha prezzo e solo per il secondo anno consecutivo.
Metti che quest'anno salto il fosso e ptoffo, giacchè bessare per il terzo anno e sopportare la Salvinista proprio 'un ce la fo.
Metti che ho seguito tutte le vicende come se fosse un'esperienza extracorporea.
Metti che, nonostante mi sia impegnata, temo di non aver capito un accidente di ciò che è stato detto ed è stato deciso.
C'è un'anima buona che mi può fare un
riassuntino...un prospettino...un grafichino?
P.S. Un particolare ringraziamento ai vicini che stamattina hanno lanciato la porta di ingresso alle 5:52, siore e siori.... e poi ancora alle 6:45...pensieri positivi, fiorellini ed opere di bene...
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